Significato del late gadolinium enhancement in RM cardiaca

La risonanza magnetica cardiaca consente la differenziazione ottimale tra miocardio normale e malato utilizzando un mezzo di contrasto con gadolinio. La scansione viene effettuata 10-20 min dopo l'immissione del contrasto, per produrre il cosiddetto late gadolinium enhancement (LGE), che consente di raffigurare il miocardio patologico con ottima riproducibilità. Il gadolinio è infatti un tracciante biologicamente inerte che diffonde liberamente nello spazio extracellulare, ma non è in grado di attraversare la membrana cellulare integra. Le aree che mostrano LGE corrispondono dunque a zone di necrosi dei miociti o di fibrosi miocardica, come evidenziato dal confronto con l'istopatologia.

Vi sono pattern tipici di iper-enhancement nella cardiopatia ischemica, ma anche nella cardiomiopatia dilatativa, nella cardiomiopatia ipertrofica e in altre patologie infiammatorie o infiltrative del miocardio. Il LGE è utile, per esempio, per differenziare la cardiopatia ischemica avanzata dalla cardiomiopatia dilatativa non ischemica e si è recentemente dimostrato predittivo di eventi avversi cardiovascolari nella valutazione prognostica dei pazienti con miocardiopatia noncompaction del ventricolo sinistro e dei pazienti con miocardiopatia dilatativa in vista dell'impianto di defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD)

Nella cardiopatia ischemica, il LGE può anche predire il recupero funzionale dopo rivascolarizzazione, mostrando direttamente il miocardio vitale, come pure l’insorgenza di aritmie maligne nei pazienti con cardiopatia ischemica. In futuro, il LGE avrà verosimilmente un ruolo crescente come strumento prognostico.

Riferimenti

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