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Paola Cattaneo group leader dell’Unità di Cardiac Development and Regeneration

La giovane scienziata rilancia la ricerca al Monzino

8 Marzo Mar 2024 0000 one month ago
  • PAOLA CATTANEO

Il Monzino è stato uno dei primi ospedali a credere nella potenzialità della terapia cellulare con cellule staminali e terapia genica. Per questo oggi vuole dare nuovo slancio al filone di ricerca su sviluppo e rigenerazione cardiaca grazie alla Dottoressa Paola Cattaneo, giovane ricercatrice di ruolo del CNR, che andrà a ricoprire il ruolo di group leader dell’Unità di Cardiac Development and Regeneration. In particolare, l’Unità svilupperà una nuova linea di ricerca che si propone di imparare dallo sviluppo embrionale come si fa a rigenerare il tessuto cardiaco.

Cattaneo grazie alla vincita del prestigioso “ERC starting grant” – finanziamento destinato a leader emergenti nella ricerca scientifica, con alcuni anni di esperienza qualificata dopo il dottorato – potrà realizzare al Monzino il progetto di ricerca che le è valsa l’attribuzione di questo importante grant.

“L’alta mortalità legata all’infarto del miocardio e il successivo scompenso cardiaco sorge dal fatto che il cuore adulto non ha capacità rigenerativa perché le cellule battenti del cuore, i cardiomiociti, non sono in grado di proliferare in fase adulta, contrariamente a quanto avviene invece in fase embrionale e neonatale – spiega Cattaneo – La soluzione che proponiamo consiste nel comprendere e manipolare il processo dinamico di maturazione dei cardiomiociti mediante due approcci distinti. Il primo consiste nel de-differenziamento di cardiomiociti adulti in modo da renderli più simili a quelli embrionali e quindi proliferanti: in sostanza riprogrammiamo le cellule del cuore e le facciamo regredire verso il loro stadio iniziale. Il secondo approccio invece punta a stimolare in vitro la maturazione finale e funzionale di cardiomiociti derivanti da cellule staminali indotte (cellule pluripotenti, riprogrammate da fibroblasti della pelle e con capacità di differenziarsi in tutti i tipi cellulari). Il nostro lavoro quotidiano è in sostanza identificare nuove molecole coinvolte in questi processi e definire il loro potenziale terapeutico”.