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Fibrillazione atriale: al Monzino, intervento in diretta mondiale

In collegamento con l'AF Symposium di Boston, l'équipe del Professor Tondo esegue in diretta mondiale una procedura di ablazione con un'innovativa tecnologia

30 Gennaio Gen 2021 0000 4 months ago

Oggi al Centro Cardiologico Monzino il Prof. Claudio Tondo, in collegamento via satellite con l’Atrial Fibrillation Symposium, uno dei più importanti appuntamenti mondiali sulla Fibrillazione Atriale, esegue in diretta mondiale una procedura di ablazione utilizzando un'innovativa tecnologia. «Si tratta – annuncia il Professor Claudio Tondo, Direttore della Divisione di Aritmologia del Centro Cardiologico Monzino e Professore Associato di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università degli Studi di Milano - di un nuovo “criopallone”, vale a dire un particolare catetere che promette di migliorare l’efficacia dell’ablazione a freddo (crioablazione) nel trattamento della fibrillazione atriale.

Crioablazione: che cos'è e a cosa serve

«La crioablazione, che al Monzino pratichiamo da anni - spiega Tondo - consiste nel raggiungere con un sottilissimo catetere l’atrio sinistro del cuore e introdurre in corrispondenza degli ingressi delle vene polmonari, dove si trovano i maggiori focolai di fibrillazione, un minuscolo “palloncino” (detto, appunto “criopallone”, ndr) che viene gonfiato e raffreddato tra - 35° e - 50° C per tre-quattro minuti. Questa tecnica permette così di ibernare l’area malata, isolandola dal resto del tessuto cardiaco». Il Centro Cardiologico Monzino, con l’équipe guidata dal Professor Tondo, è stato tra i primi centri in Italia a praticare la crioablazione per il trattamento della fibrillazione atriale, restando sempre in prima linea nell’innovazione e nello sviluppo di questa tecnica. «Il nuovo sistema con Criopallone utilizzato nell’intervento dal vivo di oggi – conclude Tondo - permetterà di semplificare e rendere più veloce la procedura, ottimizzarla in tempo reale, riducendo i tempi procedurali e aumentando le possibilità di successo per il paziente.

Fibrillazione atriale e rischio di ictus: perchè impotrtante intervenire

L’ablazione transcatetere è indicata nel trattamento di oltre il 60% per cento dei pazienti con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco in cui gli atri si contraggono rapidamente e caoticamente e i ventricoli si riempiono meno efficacemente, causando una perdita di funzionalità cardiaca pari al 30 per cento. Con oltre un milione di pazienti in Italia, la fibrillazione atriale rappresenta la più comune forma di aritmia, oltre che uno dei maggiori fattori di rischio dell’ictus. «Credo non ci sia abbastanza coscienza di quanto la fibrillazione atriale, oltre ad avere un impatto negativo sulla qualità di vita della persona, aumenti il rischio di incorrere in un episodio trombo-embolico», sottolinea il Prof. Tondo. E aggiunge: «Chi soffre di crisi recidivanti di fibrillazione atriale può avere un rischio tromboembolico annuale anche di 5-6 volte più elevato rispetto a soggetti in ritmo cardiaco regolare. Pertanto, la documentazione e il possibile trattamento tempestivo della fibrillazione atriale, assume una notevole rilevanza clinica e sociale».

Dall'integrazione delle competenze si ottengono i migliori risultati per i pazienti

Al Monzino il paziente che soffre di questa aritmia può contare su un team multidisciplinare dedicato, che integra le competenze di aritmologi, cardiochirurghi, cardiologi, specialisti di imaging cardiaco, all’interno di un percorso diagnostico e terapeutico strutturato per garantire a ognuno le più avanzate modalità di trattamento disponibili a livello mondiale.