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Esiste un legame tra scompenso cardiaco e stress?

Risponde Massimo Mapelli, cardiologo dell'Unità scompenso, cardiologia clinica e riabilitativa

17 Gennaio Gen 2019 0000 3 months ago

Tra scompenso cardiaco e stress è stato mai dimostrato un legame di qualche tipo?

Vittorio

Caro Vittorio,

è molto frequente sentirsi porre questa domanda nella pratica clinica, in particolare dai pazienti più giovani nel pieno dell'attività lavorativa. Il legame tra stress psico-fisico e malattie cardiovascolari è da sempre oggetto di studio e di speculazioni. Tuttavia, mentre il collegamento tra una vita stressante e alcune forme di cardiopatia - come ad esempio le tachiaritmie, le sindromi coronariche acute, l’ipertensione arteriosa e la sindrome metabolica - è ampiamente documentato, il legame tra stress e scompenso cardiaco è forse più sfuggente.

Un problema importante riguarda la difficoltà di definire cosa voglia dire davvero "stress", concetto che risente di ampie variazioni soggettive. Inoltre, visto che l'approccio scientifico alla medicina deve essere basato sulle evidenze, bisogna tenere conto dell'oggettiva difficoltà di condurre studi epidemiologici e clinici che siano in grado di dimostrare un rapporto causa-effetto tra lo stress e lo scompenso cardiaco. Per quanto alcuni ricercatori siano riusciti a dimostrare una correlazione tra lo stress e la mortalità per scompenso cardiaco, ad esempio correlandola con i livelli notturni di cortisolo nel sangue, la letteratura ufficiale è molto cauta nel definire lo stress un vero e proprio fattore di rischio per lo scompenso. È forse più facile ipotizzare un legame indiretto tra alcuni eventi stressanti nella vita personale di un individuo (per esempio la perdita del lavoro, un lutto, una separazione) e cambiamenti negativi dello stile di vita in grado di far precipitare il cosiddetto “stato di compenso”, primo tra tutti la non aderenza alla terapia farmacologica, ma anche l'abuso di alcol e sigarette, disordini alimentari o deprivazione di sonno.

Pur in questa confusione, è facile pensare che una vita meno esposta allo stress sia in grado migliorare il benessere psico-fisico dell’individuo: è una indicazione valida per i pazienti ed efficace in ogni caso per tutti...persino per i medici!

Questa risposta è pubblicata nella sezione “L’esperto risponde” del nuovo spazio online di Repubblica “www.sportellocuore.it ” in cui gli specialisti del Centro Cardiologico Monzino rispondono alle domande sulla salute cardiovascolare


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