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La disfunzione endoteliale: denominatore comune in disturbi erettili e patologie vascolari

L’importanza della disfunzione erettile come evento sentinella nella prevenzione CV, in un recente Simposio patrocinato dal Monzino

11 Febbraio Feb 2015 0000 11 years ago
  • Piero Montorsi
Ogni paziente con disfunzione erettile dovrebbe essere considerato a rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare”. Così il Prof. Piero Montorsi, Responsabile dell’UO Cardiologia Invasiva 2 del Centro Cardiologico Monzino, – in occasione dell’incontro “La disfunzione endoteliale: CAD-DE e diabete”, patrocinato dal Monzino, che si è tenuto il 6 febbraio scorso all’hotel Sheraton Four Points di Milano, responsabili scientifici Elena Tremoli e Cesare Fiorentini. – E a ogni paziente cardiologico dovrebbe essere chiesto se soffre di un disturbo erettile, perché la valutazione e la gestione di tale disturbo possono aiutare a identificare e a ridurre il rischio di futuri eventi cardiovascolari (CV), soprattutto negli uomini più giovani. Dunque, gli urologi e gli andrologi dovrebbero senz’altro inviare i pazienti con disfunzione erettile (DE) su base vasculogenica a uno screening cardiovascolare, così come i cardiologi ambulatoriali e i medici di medicina generale dovrebbero sempre ricercare la presenza di DE nei loro pazienti, con poche, semplici domande.

La disfunzione erettile (DE) interessa oltre 100 milioni di persone nel mondo1 e più del 30% degli uomini di età compresa tra 40 e 70 anni2 (ma la prevalenza è prevista in sensibile aumento nei prossimi dieci anni) e può essere considerata una sorta di sintomo “sentinella”, poiché è presente nella stragrande maggioranza delle vasculopatie conosciute e nel 50% della cardiopatia ischemica. Ancora più evidente è la correlazione tra DE, diabete e cardiopatie: il disturbo erettile predice la malattia coronarica nei pazienti con diabete di tipo 2. Il grado di rischio CV cui si associa è proporzionale alla gravità e alla durata del disturbo erettile. In un follow-up prospettico a 10 anni, è risultata associata a un rischio più elevato di circa l'80% di una successiva coronaropatia.3

In effetti, la DE e le patologie cardiovascolari rappresentano manifestazioni diverse della stessa malattia sistemica a carico dell’endotelio vascolare4 (come conferma la maggior prevalenza del disturbo nel diabete e nella sindrome metabolica). La prima precede, di solito, l’esordio delle seconde,4 – in media, la DE precede le altre manifestazioni di aterosclerosi sistemica di di 24-36 mesi,5 – e potrebbe essere considerata un marker precoce di malattia cardiovascolare subclinica. Poterla individuare rappresenta, quindi, una "finestra di opportunità" per prevenire un successivo evento coronarico mediante appropriati interventi sui fattori di rischio, quali schemi dietetici, calo ponderale, abolizione del fumo e controllo dei livelli di colesterolo. In particolare, ai pazienti con DE che sono a basso rischio cardiovascolare dovrebbero essere raccomandati la riduzione e il controllo dei fattori di rischio modificabili; gli uomini ad alto rischio CV, compresi quelli con sintomi cardiovascolari, devono invece essere indirizzati a un cardiologo, mentre quelli con rischio intermedio dovrebbero essere sottoposti a una valutazione non invasiva per l'aterosclerosi subclinica.

Alla comprensione delle relazioni tra DE e malattie CV e ai progressi nel trattamento della DE con gli inibitori della 5-fosfodiesterasi, hanno contributo in modo decisivo gli studi sul ruolo dell’ossido d’azoto nella disfunzione endoteliale, come ha ricordato la Prof. Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino. Una strada tracciata grazie alla collaborazione traslazionale tra la ricerca biochimica e clinica, sicuramente foriera di ulteriori progressi, come ha sottolineato il Prof. Cesare Fiorentini, Direttore medico del Monzino.

Fonte:
  1. Montorsi P, Ravagnani PM, Vlachopoulos C. Clinical significance of erectile dysfunction developing after acute coronary event: exception to the rule or confirmation of the artery size hypothesis? Asian J Androl 2015;17(1):21-25.
  2. Miner M, Kim ED. Cardiovascular disease and male sexual dysfunction. Asian Journal of Andrology 2015;17:3–4.
  3. Inman BA, Sauver JL, Jacobson DJ et al. A population-based, longitudinal study of erectile dysfunction and future coronary artery disease. Mayo Clin Proc 2009;84(2):108-113.
  4. Gandaglia G, Montorsi F, Montorsi P, Vlachopoulos C et al. A systematic review of the association between erectile dysfunction and cardiovascular disease Eur Urol 2014;65(5):968-978.
  5. Vlachopoulos C, Jackson G, Stefanadis C, Montorsi P. Erectile dysfunction in the cardiovascular patient. Eur Heart J 2013;34(27):2034-2046.