Convegno scientifico

Inibire la PCSK9: un approccio innovativo già nel futuro

Un importante convegno per riassumere e commentare i risultati oggi disponibili sugli inibitori della PCSK9 in terapia, specie nel paziente ad alto rischio.

24 Maggio Mag 2019 0900 25 days ago 24 Maggio Mag 2019 1330 24 days ago
  • Elena Tremoli

Nonostante il trattamento con statine provochi una riduzione efficace e sostanziale dei livelli di LDL-colesterolo, unitamente ad una importante riduzione degli eventi cardiovascolari, sono numerosi i pazienti che nonostante la terapia statinica non raggiungono i livelli di colesterolo LDL raccomandati anche alle dosi massimali. Allo scopo di raggiungere il livello target di LDL di questi pazienti le linee guida indicano l’adozione della terapia combinata di statine in associazione ad ezetimibe.
In prevenzione secondaria, ovvero nel paziente che è già stato esposto ad un evento cardiovascolare (ad es. infarto miocardico), sulla base delle linee guida italiane ed europee è necessario raggiungere livelli di colesterolo LDL di 70 mg/dl, obiettivo che spesso con queste terapie non viene raggiunto. Inoltre, è da considerare il fatto che le statine non sono scevre da effetti collaterali e molti pazienti non tollerano questi farmaci soprattutto a dosaggi elevati. Recentemente l’armamentario terapeutico del medico per controllore i livelli di colesterolo si avvale di una nuova classe di molecole che hanno la capacità di inibire la PCSK9. Tale approccio terapeutico si avvale di sono anticorpi monoclonali della proproteina convertasi-subtilisina / kexina tipo 9, proteina che inibisce la degradazione del recettore LDL.
L'introduzione degli inibitori PCSK9 in terapia consente la riduzione dei livelli di colesterolo LDL superiori a quelli ottenuti con altri trattamenti terapeutici.

Questo convegno si propone in prima istanza di riassumere e commentare i risultati oggi disponibili riguardanti l’impiego di questi farmaci con particolare attenzione alla loro efficacia nel prevenire l’incidenza di eventi cardiovascolari nel paziente ad alto rischio. Inoltre, l’attenzione sarà posta sulla potenziale efficacia di questi farmaci sullo sviluppo del processo aterotrombotico. Di interesse è il potenziale effetto a livello delle piastrine del sangue e sui meccanismi della calcificazione valvolare.

Programma

9.00 Introduzione - Prof. Fiorentini Cesare, Prof. Tremoli Elena

9.30 Il rischio residuo - Dr. Werba Pablo

10.00 Meccanismo d’azione di PCSK9 - Dr.ssa Campodonico Jeness

10.30 Trial clinici nel paziente coronarico - Dr. Marenzi Giancarlo

11.00 Diabete e PCSK9 - Dr. Genovese Stefano

11.30 Effetti della proteina PCSK9 sull’attivazione piastrinica - Prof. Camera Marina

12.00 Effetti sulla placca aterosclerotica - Dr. Cosentino Nicola

12.30 Effetti della proteina PCSK9 sulla calcificazione valvolare aortica - Dr. Poggio Paolo

13.00-13.15 Conclusioni

Dettagli

Lingua: ITALIANO

ECM: il corso riceve un numero di crediti ECM pari a 4

Durata: 4 ore

Destinatari dell'iniziativa: Medico Chirurgo, Farmacista, Psicologo, Biologo, Infermiere, Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

Discipline di riferimento: Cardiologia; Medicina Interna; Cardiochirurgia; Chirurgia Vascolare; Anestesia e Rianimazione; Biochimica Clinica; Medicina Trasfusionale; Microbiologia e Virologia; Direzione Medica di Presidio Ospedaliero; Endocrinologia; Malattie Metaboliche e Diabetologia; Farmacologia e Tossicologia Clinica; Medicina Generale (Medici Di Famiglia)

Costo: iscrizione gratuita

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