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Angioplastica: cos'è, a cosa serve e quando è necessaria

Antonio Bartorelli

Radio24 lo ha chiesto al Prof. Antonio Bartorelli, intervenuto nel programma "Cuore e denari"

12 Gennaio Gen 2017 0000 7 days ago

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto un lieve malore e si è reso necessario per lui un intervento di angioplastica. Appena poche ore dopo, il Premier scrive su Twitter che sta bene e tornerà presto al lavoro.

Gentiloni

Tweet del Premier Paolo Gentiloni, 11/01/2017

Questo è possibile perché l’angioplastica è una procedura di cardiologia interventistica che non richiede incisioni né anestesia generale quindi permette tempi di recupero molto rapidi.

Ma che cos’è esattamente l’angioplastica, a cosa serve e quando è indicata? Radio24 lo ha chiesto al Prof. Antonio Bartorelli, responsabile della Cardiologia Interventistica del Monzino.

L’angioplastica è una procedura che serve ad aprire, dilatare, un vaso sanguigno ostruito affinché il sangue possa riprendere a circolare correttamente. Si entra nell'arteria con un piccolo palloncino, lo si posiziona in corrispondenza della stenosi, vale a dire il restringimento, e dunque lo si gonfia, in modo da rimodellare l'arteria. Contestualmente è possibile, se necessario, anche impiantare stent: microprotesi che servono a mantenere aperto il vaso. «Negli anni la tecnica si è evoluta costantemente e oggi l'angioplastica è una procedura collaudata ed efficace anche a lungo termine, oltre che a bassissimo rischio se effettuata da mani esperte», spiega Antonio Bartorelli intervenuto nel programma "Cuore e Denari" di Radio24.

«Solo in Italia ogni anno si eseguono oltre 146.000 procedure di angioplastica: in media sono circa 400 interventi al giorno a cui vengono sottoposti pazienti che mostrano segni di sofferenza cardiaca o evidenziano già una situazione acuta e quindi un infarto del miocardio in corso» continua il Prof. Bartorelli, che ricorda anche i principali fattori di rischio: «familiarità, vale a dire avere avuto altri casi tra i propri parenti diretti di sofferenza cardiaca per ostruzione coronarica, o angina instabile o infarto; ipertensione; colesterolo alto; diabete. Ma non dimentichiamo anche, soprattutto, l’abitudine al fumo».

Ascolta la puntata di "Cuore e Denari" di giovedì 12 gennaio con ospite il Prof. Antonio Bartorelli