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Addio alle coronarografie inutili?

Presentati al più importante congresso europeo di cardiologia i risultati dello studio PLATFORM

9 Settembre Set 2015 0000 3 years ago
  • Gianluca Pontone

Sono stati presentati in anteprima mondiale durante il Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) che si è appena concluso a Londra, i risultati di Platform, lo studio multicentrico europeo coordinato da Gianluca Pontone, direttore dell’U.O. di RM cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino.

Lo studio, avviato nel 2012, ha valutato la nuova tecnologia chiamata “FFR-CT” come test diagnostico non invasivo in grado di evitare quando possibile le coronarografie.

 

La coronarografia è un esame che analizza le coronarie, le arterie che portano il sangue al muscolo cardiaco, e si svolge inserendo in una vena periferica un catetere che sotto controllo radiologico viene fatto risalire fino al cuore. Con la FFR-CT, invece, il paziente viene sottoposto semplicemente a una TAC cardiaca, i cui dati vengono successivamente elaborati in modo da valutare lo stato sia anatomico sia funzionale delle coronarie.

 

Lo studio ha dimostrato che il nuovo strumento diagnostico ha permesso di evitare la coronarografia addirittura nel 61% dei casi, senza avere alcun impatto negativo sulla prognosi dei pazienti. È importante sottolineare che solo i pazienti senza stent possono sottoporsi all’analisi FFR-CT.

 

"I risultati di Platform, che abbiamo appena pubblicato sullo European Heart Journal (una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali in cardiologia) sono uno dei maggiori progressi di quest’anno in cardiologia - spiega Gianluca Pontone - e potrebbero cambiare il paradigma diagnostico della cardiopatia ischemica migliorando anche il costo-efficacia delle indagini diagnostiche oggi in uso".

 

Siamo orgogliosi di poter affermare che il Monzino – conclude Pontone - è stato il primo Centro in Italia e tra i primi al mondo a introdurre la tecnologia dell'FFR-CT nella pratica clinica" sottolineando come i risultati dello studio Platform sono così importanti per la comunità scientifica e così significativi per le implicazioni sui pazienti, che al Monzino sono in avvio due nuovi studi clinici per continuare a valutare tutte le potenzialità e definire i limiti di questa straordinaria tecnologia.