Biostatistica

Responsabile

Fabrizio Veglia
Veglia

L’Unità fornisce consulenza statistica a tutti i gruppi di ricerca del Cardiologico Monzino, occupandosi del disegno degli studi, della randomizzazione degli esperimenti, del calcolo della numerosità dei campioni, dell’implementazione dei database, della scelta dei test più appropriati e dell’esecuzione delle analisi statistiche.

In particolare, l’attività si concentra nello sviluppo di algoritmi per la predizione del rischio nei pazienti cardiovascolari. Ad esempio, dalla collaborazione con l’Unità Scompenso del Cardiologico Monzino è nato il ‘Mecki score’, utilizzato a livello internazionale per il calcolo del rischio nei pazienti scompensati; inoltre, in collaborazione con l’Unità di Metabolomica e Biochimica Cellulare nell’Aterotrombosi, abbiamo sviluppato ‘Oxiscore’ un algoritmo per la valutazione dello stress ossidativo, basato sulla combinazione di otto diversi componenti biochimici misurati nel sangue e nelle urine.

Inoltre l’Unità di Biostatistica ha sviluppato una particolare esperienza nel data-management e nella progettazione di Audit clinici.

In parallelo all’attività di consulenza interna, l’Unità sviluppa progetti di ricerca autonomi: nel campo dell’epidemiologia il nostro gruppo si è specializzato nell’analisi di biomarcatori del rischio cardiovascolare; nel campo della metodologia statistica sviluppa metodiche sofisticate per l’analisi delle reazioni causali tra fattori di rischio biochimici, ambientali e sociali e malattia cardiovascolare.

Progetti

  • Studio di intervento per valutare l'effetto della dieta mediterranea sulla composizione degli acidi grassi del sangue, sullo stress ossidativo, sull’infiammazione e su marcatori genetici in pazienti coronarici (RISMeD)

    La Dieta Mediterranea, dichiarata dall’UNESCO ‘patrimonio intangibile’ dell’Umanità, è emersa come uno schema dietetico favorevole alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori. L'Unità di Biostatistica è impegnata, in collaborazione con l'Unità di Aterosclerosi Prevenzione, in uno studio di intervento con i seguenti obiettivi:

    • valutare la possibilità di modificare favorevolmente, per mezzo di una dieta mediterranea rigorosa, il profilo degli acidi grassi nel sangue dei pazienti con malattia coronarica;
    • valutare l'effetto della dieta mediterranea sul bilancio ossidativo, sul livello di infiammazione, sull’espressione e la regolazione dei geni, e sulla composizione della flora intestinale (microbioma);
    • considerare se il profilo degli acidi grassi può essere utilizzato per valutare la qualità di una dieta e l’aderenza dei pazienti alle prescrizioni nutrizionali.
    Veglia 1

    Studio delle relazioni causali nella genesi dell’aterosclerosi con un approccio statistico innovativo (modelli a equazioni strutturali, SEM)

    Stabilire relazioni causali negli studi osservazionali è un compito arduo e da taluni ritenuto impossibile. Tuttavia, alcune metodologie statistiche innovative (basate sui cosiddetti ‘modelli a equazioni strutturali’, SEM) appaiono promettenti nella verifica di ipotesi di causa-effetto tra fattori di rischio e patologie. Questo studio si concentra sui principali fattori di rischio cardiovascolari come il fumo, l'ipertensione, l'indice di massa corporea, i livelli di lipidi e di glucosio del sangue, lo stato di infiammazione, la dieta, il consumo di alcol e l'attività fisica.

    Nell'analisi verranno utilizzati grafici che raffigurano i rapporti tra i diversi fattori mediante segmenti di diverso spessore e colore, che indicano l’intensità e la direzione della relazione.

    In questo progetto verrà utilizzata la banca dati dello studio IMPROVE, che include più di 3.700 soggetti provenienti da cinque diversi paesi Europei, e tutte le analisi per maschi e femmine verranno implementate separatamente, al fine di rivelare le potenziali differenze tra i sessi.

    Veglia 2

    Analisi del rischio cardiovascolare nell’uomo e nella donna: ruolo dell’età e variazioni temporali e geografiche

    È noto che gli uomini sono più soggetti delle donne alle malattie cardiovascolari, e ancora oggi la maggior parte dei pazienti che afferiscono ai reparti è rappresentata da uomini. Tuttavia, negli ultimi anni l’attenzione si è spostata sui pazienti di sesso femminile, e la percezione comune è che il loro numero sia in crescita.

    Questa tendenza è la conseguenza di un effettivo aumento del rischio nelle donne, o è dovuta all’invecchiamento della popolazione (soprattutto femminile)? Inoltre, il rischio cardiovascolare segue lo stesso andamento con l’età nei due sessi? È possibile dimostrare un effetto dell’entrata in menopausa, con un conseguente aumento repentino del rischio cardiovascolare? La differenza tra i due sessi si riscontra in tutti i paesi del mondo, o dipende da variabili geografiche o economiche?

    Veglia 3

    Per rispondere a queste (ed altre) domande l’Unità è impegnata nell’analisi delle informazioni presenti in rete, esplorando numerosi database internazionali che contengono dati molto attendibili sulla mortalità disaggregata a seconda delle diverse cause di morte, dell’età e del sesso dei soggetti, dell’anno di riferimento e dell’area geografica.

migliori pubblicazioni negli ultimi 3 anni

    • Cardinale D, Colombo A, Bacchiani G, Tedeschi I, Meroni CA, Civelli M, Lamantia G, Colombo N, Cipolla CM, Veglia F, Fiorentini C, Curigliano G. Response to Letters Regarding Article, "Early Detection of Anthracycline Cardiotoxicity and Improvement With Heart Failure Therapy". Circulation 2016;133(4):e363.
    • Swerdlow DI, Preiss D, Kuchenbaecker KB et al. HMG-coenzyme A reductase inhibition, type 2 diabetes, and bodyweight: evidence from genetic analysis and randomised trials. Lancet 2015;385(9965):351-61.
    • Veglia F, Amato M, Giovannardi M, Ravani A, Tedesco CC, Frigerio B, Sansaro D, Tremoli E, Baldassarre D. Potentially spurious correlations between arterial size, flow-mediated dilation, and shear rate. Hypertension 2014;64(6):1328-33.
    • Baldassarre D, Veglia F, Hamsten A, Humphries SE, Rauramaa R, de Faire U, Smit AJ, Giral P, Kurl S, Mannarino E, Grossi E, Paoletti R, Tremoli E; IMPROVE Study Group. Progression of carotid intima-media thickness as predictor of vascular events: results from the IMPROVE study. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2013;33(9):2273-9.
    • Shah S, Casas JP, Drenos F, Whittaker J, Deanfield J, Swerdlow DI, Holmes MV, Kivimaki M, Langenberg C, Wareham N, Gertow K, Sennblad B, Strawbridge RJ, Baldassarre D, Veglia F, Tremoli E, Gigante B, de Faire U, Kumari M, Talmud PJ, Hamsten A, Humphries SE, Hingorani AD. Causal relevance of blood lipid fractions in the development of carotid atherosclerosis: Mendelian randomization analysis. Circ Cardiovasc Genet 2013;6(1):63-72.

Staff

  • Calogero Tedesco, Technologist
    Alice Bonomi, Ph.D Student