Chirurgia cardiovascolare

Unità Operativa Anestesia e Terapia intensiva

Quick Facts

L'Unità Operativa ha messo a punto differenti tecniche di anestesia per i vari tipi di interventi chirurgici, cardiochirurgia, chirurgia vascolare maggiore e minore, per proteggere con tecniche adeguate i pazienti dallo "stress chirurgico" e dal dolore postoperatorio.

Sisilllo

L' Unità Operativa di Anestesia e Terapia intensiva del Centro Cardiologico Monzino assicura la propria attività a supporto dell’attività chirurgica ed interventistica e gestisce la Terapia Intensiva Post Operatoria. Di seguito sono sintetizzate le molteplici attività svolte nei differenti campi: Anestesia, Anestesia locoregionale e Terapia antalgica, Ecocardiografia transesofagea, Interventi dell’anestesista nelle altre Unità Operative, Terapia Intensiva.

Anestesia

In una chirurgia complessa come quella cardiovascolare il ruolo dell'anestesista non si limita a quello, seppur fondamentale, della somministrazione dei farmaci anestetici per la effettuazione dell' intervento chirurgico. La valutazione preoperatoria diventa una parte molto importante dell'attività: la conoscenza dettagliata del singolo paziente, delle sue problematiche cliniche, permette spesso di anticipare situazioni pericolose, con indubbi vantaggi per il paziente.

Al Monzino, l'UO di Anestesia e Rianimazione è perciò quotidianamente coinvolta nella discussione con cardiologi e chirurghi sulle decisioni riguardanti il miglior approccio clinico al malato. Le valutazioni prettamente cardiologiche sono completate, quando ritenuto necessario, anche da valutazioni strumentali della funzione respiratoria attraverso apparecchiature e conoscenze specifiche appartenenti allo staff anestesiologico.

L'UO ha messo a punto differenti tecniche di anestesia per i vari tipi di interventi chirurgici, cardiochirurgia, chirurgia vascolare maggiore e minore, che si svolgono nelle 4 sale operatorie. I pazienti devono infatti essere "protetti" con tecniche adeguate dallo "stress chirurgico" e dal dolore postoperatorio. Lo scopo è quello di evitare che eventuali riflessi scatenati da questi eventi sottopongano il cuore a un aumento del proprio lavoro, condizione questa che può diventare estremamente pericolosa nei pazienti cardiopatici che costituiscono la quasi totalità dei malati trattati.

Per quanto riguarda la cardiochirurgia, lo sviluppo di appropriate metodologie di anestesia e di monitoraggio ha permesso l’ esecuzione di un numero sempre più elevato di bypass coronarici con la cosiddetta tecnica "a cuore battente" senza cioe' l'ausilio della Circolazione Extracorporea, in cui il cuore viene dislocato e fissato in posizioni non fisiologiche per periodi di tempo anche elevati.

Anestesia locoregionale e Terapia antalgica

L'anestesia locoregionale ha avuto grande sviluppo negli ultimi anni soprattutto a seguito della coesistenza di malattie che complicano il quadro clinico dei pazienti da operare, dell'aumento della loro età media, della crescente richiesta di "non sentir male dopo" da parte dei pazienti stessi. Diverse possibilità offre questa tecnica anche in un campo, come quello cardiovascolare, in cui sembrerebbe apparentemente non aver spazio.

Presso l'U.O. di Anestesia e Rianimazione è stato preciò creato un apposito Servizio che si dedica specificatamente all'impiego dell'anestesia locoregionale nelle sue molteplici applicazioni: terapia acuta dell'angina instabile, terapia cronica dell'angina intrattabile, trattamento mediante stimolatori midollari dei dolori cronici anginosi e vascolari periferici.

Inoltre, in associazione con l’ anestesia generale, alcuni interventi di bypass coronarico vengono eseguiti con l'ausilio dell’ anestesia peridurale toracica alta continua (HTEA), tecnica questa in grado di controllare in maniera particolarmente efficace il dolore intra- e postoperatorio, ridurre i riflessi simpatici, e ottenere un utile effetto di vasodilatazione sul circolo coronarico.

Anche la chirurgia vascolare maggiore si avvale in maniera significativa delle tecniche di anestesia locoregionale; e se in alcuni casi (interventi sulla aorta addominale o toracica) è un importante complemento della anestesia generale, nel caso della chirurgia della carotide l' anestesia locoregionale permette di eseguire l'intervento con il paziente sveglio, consentendo una continua valutazione dello stato di coscienza durante l'intervento.

Ecocardiografia transesofagea

Durante l'intervento la possibilità di "vedere" il cuore e poterne valutare in ogni momento la funzione, ha portato allo sviluppo della Ecocardiografia Transesofagea come mezzo di monitoraggio intraoperatorio.

L' U.O. di Anestesia e Terapia Intensiva del Centro Cardiologico, grazie alla fattiva collaborazione dei colleghi ecocardiografisti, è stata una delle prime in Italia ad applicare questa tecnica in maniera routinaria. Tre ecocardiografi, uno dei quali dotato di software tridimensionale, sono a disposizione della Sala Operatoria. Tutti i medici dell’Unità Operativa utilizzano tale strumentazione e sono costantemente aggiornati sull’evoluzione di questa importante tecnica.

Interventi dell’anestesista nelle altre Unità Operative

L’estendersi delle tecniche di cardiologia invasiva comporta sempre più spesso la necessità dell’intervento dell’anestesista in Sala di Emodinamica o di Elettrofisiologia per assicurare un adeguato controllo delle funzioni vitali a pazienti spesso molto compromessi. Queste procedure vengono spesso svolte in sedazione cosciente o in sedazione profonda con la presenza dell’anestesista a protezione delle condizioni cliniche del paziente.

Terapia Intensiva

Quale logico completamento dell'iter terapeutico, l'UO di Anestesia e Rianimazione si occupa anche della Terapia Intensiva Postoperatoria (TIPO). Nella Terapia Intensiva, sempre affidata ad almeno uno dei componenti lo staff, vengono seguiti i pazienti provenienti dalle Sale Operatorie. Il risveglio è un evento delicato per il cardiopatico perchè scatena reazioni riflesse, costringendo il cuore a un consumo di ossigeno che puo' rivelarsi eccessivo. La TIPO è costituita da 11 postazioni letto monitorizzate, e controllate da unità centrali di rilevamento dati.

È dotata di apparecchiature elettromedicali e di sistemi di monitoraggio all'avanguardia. Per ogni postazione paziente è infatti possibile monitorare in continuo i parametri riguardanti le funzioni vitali dell'organismo come la funzione respiratoria e quella cardiocircolatoria (pressione arteriosa invasiva e non, frequenza cardiaca, interpretazione continua dell'Elettrocardiogramma), integrandoli con la valutazione di dati emodinamici più complessi come la gittata cardiaca, la saturazione venosa polmonare, i volumi intratoracici, l'acqua polmonare extravascolare.

I ventilatori meccanici impiegati, tutti dell'ultima generazione, sono in grado di assicurare un adeguato grado di adattamento alle condizioni del paziente, visualizzando numerosi dati riguardanti il ciclo respiratorio, sia in termini numerici che grafici, permettendo quindi un passaggio ottimale verso la respirazione spontanea.

Tutti i dati clinici e strumentali sono raccolti elettronicamente e conservati in una cartella digitalizzata che consente così l’elaborazione di questi dati per scopi terapeutici e di ricerca. Le competenze professionali acquisite dallo Staff e la disponibilità di apparecchiature elettromedicali adeguate consentono di trattare tutta una serie di importanti patologie.

Moderni apparecchi per la depurazione renale (emodiafiltrazione, emodialisi, dialisi peritoneale) consentono di assistere pazienti con alterazioni anche gravi della funzione renale, mentre protocolli di nutrizione artificiale, enterale o parenterale, sofisticati materassi antidecubito e appositi programmi di nursing e fisioterapia permettono di assistere pazienti complessi la cui degenza in Terapia Intensiva si protrae più a lungo.

Attività di Ricerca

  • L’attività di ricerca dell’U.O. di Anestesia e Terapia Intensiva è rivolta principalmente ai seguenti temi:

    • la protezione della funzione renale negli interventi cardiochirurgici.
    • lo sviluppo di tecniche anestesiologiche negli interventi di cardiochirurgia mininvasiva.
    • Il monitoraggio ecocardiografico intraoperatorio.

Altre attività

  • Attività didattiche

    I medici dell’Unità forniscono la loro collaborazione all’ Istituto di Anstesiologia e Rianimazione dell’Università di Milano permettendo a studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia e agli specializzandi in Anestesiologia e Rianimazione di frequentare a turno l’Unità Operativa per conseguire una formazione specifica in anestesia cardiovascolare. L’Unità, inoltre, fornisce la logistica e i tutor necessari alla preparazione delle tesi sia dei Laureandi che degli Specializzandi.

    Attività scientifiche nazionali e internazionali

    I medici dell’Unità sono coinvolti in diverse attività congressuali delle principali società scientifiche italiane ed europee in campo anestesiologico- rianimatorio. Sono coinvolti nella organizzazione di corsi itineranti e nella stesura di linee guida su argomenti specifici della Società Italiana di Anestesia e Rianimazione (ecocardiografia transesofagea e gestione delle vie aeree).