Ridere fa bene al cuore

È stato dimostrato che ridere, o più in generale essere di buon umore, comporta numerosi benefici fisiologici, psicologici, spirituali, sociali e sulla qualità della vita delle persone. E gli eventuali effetti negativi sono molto limitati.

L’endotelio, che è la prima linea di sviluppo dell’aterosclerosi, risulta protetto nei soggetti che hanno l’abitudine (e la capacità) di ridere allegramente, – come ha confermato uno studio della University of Maryland School of Medicine. – Quanto meno, ridere compensa l’impatto negativo dello stress sull’endotelio.2 Un’allegra risata, come quella provocata dalla visione di un film comico, aumenta la vasodilatazione flusso-mediata (FMD) e l’elasticità della parete delle arterie, esercitando così effetti benefici sulla salute vascolare.3

Ridere aumenta, inoltre, il consumo di energia dell’organismo e riduce l’aumento postprandiale dei livelli di glucosio nelle persone affette da diabete.4 Un’intera giornata in allegria potrebbe, quindi, comportare un consumo di oltre 8.360 kJ (2.000 kcal), migliorare il controllo glicemico e ridurre l’obesità, diminuendo il rischio di infarto miocardico e di recidiva nel diabete.

Il buonumore protegge il cuore a lungo

Il buonumore è risultato protettivo, – in un altro studio che ha esaminato l’associazione tra tale buona disposizione di spirito ed eventi cardiovascolari in oltre 1.700 persone, – nei confronti di accidenti cardiovascolari a 10 anni, probabilmente grazie a miglioramenti nelle abitudini e stili di vita, a cominciare dal sonno e dalla cessazione del fumo. E ciò suggerisce che la prevenzione cardiovascolare possa ricevere un benefico impulso da una positiva disposizione d’animo nei confronti della vita.5

Una conferma indiretta giunge da un ulteriore studio con oltre 1.000 persone, che dimostra un’associazione dose-risposta tra la presenza di fattori psicosociali favorevoli in giovani e la salute del cuore e della circolazione da adulti.6

Rispetto agli uomini (ma non alle donne) che sanno godersi la vita, gli uomini che affrontano l’esistenza con una disposizione d’animo negativa hanno un rischio doppio (aggiustato per età) di andare incontro a ictus, infarto e mortalità per tutte le cause cardiovascolari. La mancanza di emozioni positive contribuisce probabilmente all’attivazione a lungo termine del sistema simpatico-adreno-midollare e dell’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrenale, che incrementa i livelli di cortisolo e catecolamine, con conseguente aumento della pressione sanguigna e progressione dell’aterosclerosi.7

Al contrario, vi è una relazione negativa tra sintomi depressivi e risposta cardiovascolare allo stress acuto, associazione che potrebbe essere mediata dal grado di percezione individuale dello stress stesso,8 con una maggiore espressione di citochine pro-infiammatorie, comune sia alle malattie cardiovascolari sia alla depressione.9


Riferimenti bibliografici
1. Hayashi K, Kawachi , Ohira T, Kondo K, Shirai K, Kondo N. Laughter is the Best Medicine? A Cross-Sectional. Study of Cardiovascular Disease Among Older Japanese Adults. J Epidemiol. 2016 Oct 5;26(10):546-552.
2. Miller M. The Effect of Mirthful Laughter on the Human Cardiovascular System. Med Hypotheses. 2009 November ; 73(5): 636.
3. Sugawara J, Tarumi T, Tanaka H. Effect of mirthful laughter on vascular function. Am J Cardiol 2010;106(6):856-9. doi: 10.1016/j.amjcard.2010.05.011.
4. Ferner RE, Aronson JK. Laughter and MIRTH (Methodical Investigation of Risibility, Therapeutic and Harmful): narrative synthesis. BMJ 2013;347:f7274.
5. Davidson KW, Mostofsky E, Whang W. Don't worry, be happy: positive affect and reduced 10-year incident coronary heart disease: the Canadian Nova Scotia Health Survey. Eur Heart J 2010;31(9):1065-1070.
6. Serlachius A, Pulkki-Råback L, Elovainio M et al. Is dispositional optimism or dispositional pessimism predictive of ideal cardiovascular health? The Young Finns Study. Psychol Health 2015;30(10):1221-1239.
7. Shirai K, Iso H, Ohira T et al. Perceived level of life enjoyment and risks of cardiovascular disease incidence and mortality: the Japan public health center-based study. Circulation 2009;120(11):956-963.
8. Brindle RC, Ginty AT, Conklin SM. Is the association between depression and blunted cardiovascular stress reactions mediated by perceptions of stress?. International Journal of Psychophysiology 2013;90:66–72.
9. Gouweleeuw L, Naudé PJ, Rots M, The role of neutrophil gelatinase associated lipocalin (NGAL) as biological constituent linking depression and cardiovascular disease. Brain Behav Immun. 2015 Jan 7. pii: S0889-1591(14)00615-1. doi: 10.1016/j.bbi.2014.12.026. [Epub ahead of print]