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Advanced multimodality imaging in cardiovascular disease

Un importante meeting internazionale sull’evoluzione dell’imaging multimodale in Cardiologia. Al Monzino, con la direzione scientifica di Daniele Andreini.

11 Novembre Nov 2019 0000 one month ago
  • Andreini E TC

    Daniele Andreini

    RESPONSABILE Unità Operativa Radiologia e TAC Cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Monzino Women , Unità Operativa RM cardiovascolare, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa

Si è tenuto il 7 e l’8 novembre 2019 al Monzino un importante evento scientifico: “Advanced multimodality imaging in cardiovascular disease”, al quale hanno partecipato oltre 150 specialisti e relatori del calibro del Prof. Carlos Collet del OLV Ziekenhuis Aalst in Belgio, del Prof. James K. Min, dell'Istituto di imaging cardiovascolare Dalio presso il NewYork-Presbyterian Hospital, del Prof. Patrick W. Serruys, dell’Imperial College di Londra, del Prof. Danilo Neglia, del Dipartimento Cardiotoracico della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, del Prof. Yoshinobu Onuma, del Erasmus University Medical Centre di Rotterdam.

L'incontro ha offerto una visione utile per conoscere gli ultimi progressi tecnici e clinici nel campo dell'imaging cardiovascolare. I recenti progressi nell'angiografia con TC coronarica hanno messo la tecnologia in prima linea nelle strategie diagnostiche per rilevare la malattia coronarica. In particolare, lo studio della progressione della placca sta diventando strategico per uno scopo prognostico. Aggiungendo al punteggio di Framingham le caratteristiche della placca siamo in grado di eseguire una migliore stratificazione del paziente.

Stiamo assistendo sempre più all’integrazione tra cardio-radiologia e cardiologia interventistica, con il paziente al centro. Questo perché l’imaging è sempre più al servizio delle procedure interventistiche, per una medicina sempre più di precisione, tailored per il singolo paziente.

Prof. Daniele Andreini, Responsabile UO TC Cardiaca Monzino


Gli studi prospettici PROMISE e SCOT-HEART hanno dimostrato il valore incrementale della TC coronarica rispetto alla metodologia convenzionale nello studio di pazienti con sospetta angina. Inoltre, la capacità della TC di identificare e caratterizzare in modo non invasivo l'aterosclerosi coronarica ha attirato l'attenzione dei ricercatori. La recente introduzione di un metodo che consente di aggiungere una valutazione funzionale della stenosi coronarica, mediante CT-perfusion e FFR-CT.

L'imaging non invasivo anatomico e funzionale si è evoluto tanto da consentire la caratterizzazione del modello fisiopatologico della malattia coronarica e ora può essere utile nella selezione dei pazienti per la rivascolarizzazione percutanea, evitando interventi inutili e migliorando l’operatività delle Cardiologie interventistiche.

Prof. Carlos Collet

Grazie allo sviluppo dell’imaging (oltre che alla ricerca sperimentale, naturalmente), oggi si sta modificando il nostro stesso concetto di prevenzione primaria e secondaria.

Sappiamo ormai che, per incidere nella storia clinica di un paziente, dobbiamo occuparci della progressione della lesione aterosclerotica di cui è portatore. Perché tale progressione è un fattore modificabile e la capacità di rilevare precocemente un’aterosclerosi subclinica apre numerose possibilità per un intervento efficace in grado di bloccare la progressione della lesione e di ridurre così il rischio di eventi cardiovascolari.

Prof. Elena Tremoli, Direttore scientifico Monzino

Dal canto suo, com’è noto, la risonanza magnetica cardiaca (RMC) è globalmente accettata come valido strumento diagnostico e prognostico non invasivo in diverse patologie cardiache, tra cui le cardiomiopatie, la cardiopatia ischemica e la miocardite. Con i recenti progressi tecnologici, la RM cardiaca consente di caratterizzare il danno miocardico acuto e cronico, consentendo di identificare la malattia del miocardio in una fase precoce, incluse le forme non comuni di malattie genetiche e il substrato delle aritmie maligne. Infine, sia la TC cardiaca sia la RM stanno diventando test cardine per la valutazione di atleti competitivi.