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Confermato il ruolo prognostico della TC nei pazienti con malattia coronarica estesa

Resi noti i risultati dello studio CAPIRE: un elevato volume di placca non calcifica è predittivo di sindrome coronarica acuta.

21 Ottobre Ott 2019 0000 29 days ago
  • Andreini E TC

    Daniele Andreini

    RESPONSABILE Unità Operativa Radiologia e TAC Cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Monzino Women , Unità Operativa RM cardiovascolare, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa

L’incidenza della sindrome coronarica acuta, nonostante i miglioramenti nella diagnosi e nel trattamento della malattia, continua a rappresentare un carico gravoso per i pazienti e per la Sanità.

Spesso, pazienti asintomatici, classificati come "a basso rischio" in base all’assenza di fattori di rischio tradizionali, subiscono un evento cardiovascolare, mentre diversi pazienti con fattori di rischio non sviluppano malattie coronariche, dimostrando che quando i fattori di rischio sono ampiamente presenti in una popolazione, potrebbero non prevedere con precisione la malattia nei singoli soggetti. Così, sebbene, in generale, nei pazienti con sindrome coronarica acuta il rischio cardiovascolare aumenti proporzionalmente con il numero di fattori di rischio, circa il 15% degli uomini e il 20% delle donne colpiti da infarto non presenta alcun fattore di rischio convenzionale.

Recentemente, la TC cardiaca si è affermata come promettente strumento non invasivo per l'analisi avanzata dell'aterosclerosi coronarica e la stratificazione prognostica di pazienti con sospetta, ma non nota malattia coronarica. Vale a dire, un tool efficace per la prevenzione di precisione.

Ora, l’ampio studio multicentrico CAPIRE, – capofila l’UO TC cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino, Responsabile Daniele Andreini, – si è proposto di indagare la complessa relazione tra fattori di rischio tradizionali, malattia coronarica e le sue manifestazioni cliniche. In particolare, CAPIRE ha cercato di verificare se la valutazione dell'aterosclerosi coronarica mediante angio TC possa migliorare la stratificazione prognostica dei pazienti con malattia coronarica diffusa (SIS, segment-involvement score > 5) rispetto a a quella basata solo sui fattori di rischio tradizionali e la gravità della stenosi.

CAPIRE ha arruolato una coorte di soggetti sottoposti a TC per sospetta CAD. Sulla base del profilo di rischio, i pazienti erano stati attribuiti a una scala di rischio clinico da basso (0-1 fattori di rischio, esclusi i pazienti con diabete mellito) ad alto (3 o più fattori); i pazienti con 2 fattori di rischio non sono stati inclusi nello studio.

Tra i 544 pazienti arruolati, 522 pazienti sono stati seguiti in media per 37 ± 10 mesi. Complessivamente, com’era logico attendersi, è stato riscontrato un carico aterosclerotico più elevato nei pazienti con rischio clinico più elevato, ma la prevalenza di un elevato volume della placca non calcifica non differiva significativamente tra i pazienti a basso e ad alto rischio.

Il riscontro di una placca non calcifica di elevato volume è invece risultato fortemente associato con la presenza di sindrome coronarica, di sindrome coronarica + morte per cause cardiache e di eventi cardiovascolari maggiori (rispettivamente HR 23.71; 9.57; 5.51).


Curve di Kaplan-Meier per Sindrome coronarica acuta (SCA), SCA + morte cardiaca ed Eventi cardiovascolari maggiori (MACE), che mostrano un tasso di eventi simile nei pazienti con placca non calcificata di volume ridotto, indipendentemente dalla presenza di stenosi multivasale (MVD) > 70% o Punteggio Framingham (FrSc) > 20%. I tassi di eventi sono invece significativamente più alti nei pazienti con MVD > 70% o FrSc > 20% e elevato volume di placca non calcificata. (1)


Al follow-up, i pazienti con placca non calcifiche di volume ridotto avevano un rischio simile di eventi cardiaci indipendentemente dalla presenza di malattia multivasale (MVD), mentre i pazienti con placche non calcifiche di volume maggiore avevano tassi più elevati di eventi cardiaci, specialmente se associati a MVD o punteggio Framingham elevato.

Anche se il basso numero assoluto di eventi rappresenta una limitazione dello studio, CAPIRE conferma dunque il valore prognostico della valutazione dell'aterosclerosi mediante angio TC, dimostrando che un elevato volume di placca non calcifica costituisce un parametro predittivo di sindrome coronarica acuta nei pazienti con malattia coronarica estesa.

In una percentuale non trascurabile di pazienti, l’infarto miocardico acuto costituisce il primo evento cardiovascolare. Al di là della valutazione dei fattori di rischio tradizionali e dell'ischemia miocardica, identificare precocemente i pazienti a rischio più elevato è dunque molto importante. I risultati di questo studio sottolineano il ruolo emergente del TC per la valutazione dell'aterosclerosi coronarica e aprono la strada a futuri studi traslazionali per integrare meglio la gestione clinica della malattia coronarica con la fisiopatologia dell'aterosclerosi.

Daniele Andreini

Riferimenti
1. Andreini D, Magnoni M, Conte E, Masson S, Mushtaq S, Berti S, Canestrari M, Casolo G, Gabrielli D, Latini R, Marraccini P, Moccetti T, Modena MG, Pontone G, Gorini M, Maggioni AP, Maseri A. Coronary Plaque Features on CTA Can Identify Patients at Increased Risk of Cardiovascular Events. JACC Cardiovasc Imaging. 2019 Aug 8. pii: S1936-878X(19)30611-4. doi: 10.1016/j.jcmg.2019.06.019. [Epub ahead of print]