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La risonanza cardiaca in pazienti con aritmia ventricolare ed ecocardiografia non patologica

16 Settembre Set 2019 0000 2 months ago
  • Andreini E TC

    Daniele Andreini

    RESPONSABILE Unità Operativa Radiologia e TAC Cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Monzino Women , Unità Operativa RM cardiovascolare, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa

Un ampio studio del Monzino evidenzia il ruolo decisivo della RM cardiaca per la stratificazione prognostica in questi pazienti.


Le aritmie ventricolari maligne sono responsabili di circa la metà delle morti cardiache improvvise. Per identificare la cardiopatia strutturale, che delle aritmie ventricolari è il substrato più frequente, la modalità di imaging di scelta è l'ecocardiografia. Ma che cosa succede se, in pazienti con aritmie significative accertate elettrofisiologicamente, l'ecocardiografia non mostra risultati patologici?

Uno studio prospettico del Monzino ha cercato di capire se la risonanza magnetica sia in grado di identificare una cardiopatia strutturale in questi pazienti, negativi all’ecografia, valutando 946 pazienti consecutivi (età media 41 ± 16 anni, 64% uomini).

Questi i risultati: la risonanza ha diagnosticato una cardiopatia strutturale nel 25,5% dei pazienti e ha identificato reperti anomali, anche se non specifici, in un altro 19,7%. Tra questi pazienti, la miocardite era la patologia più frequente, seguita dalla cardiomiopatia aritmogena e dalla cardiomiopatia dilatativa. I più forti predittori di cardiopatia strutturale alla risonanza sono stati il dolore toracico e la tachicardia ventricolare.

La conclusione dello studio, quindi, è che la risonanza cardiaca è effettivamente in grado di identificare una cardiopatia strutturale come potenziale substrato aritmogeno in una proporzione considerevole di pazienti negativi all'ecocardiografia (vedi figura) per qualsiasi tipo di malattie cardiache o anomalie in termini di volume cardiaco, funzione e movimento della parete.

Se consideriamo che coloro i quali avevano eseguito gli esami di eco transtoracica erano operatori esperti del Monzino, in un laboratorio di ecocardiografia di terzo livello, il fatto che la risonanza abbia “scovato” una cardiopatia strutturale o comunque un’anomalia in oltre un terzo dei pazienti può sembrare sorprendente. Tuttavia, questo dato è in accordo con evidenze precedenti.

Sono risultati clinicamente rilevanti, perché la stratificazione prognostica dei pazienti con aritmie ventricolari significative è di grande importanza e richiede la corretta identificazione della cardiopatia strutturale. Infatti, il rilevamento di quest’ultima è un fattore determinante di prognosi infausta e consente di selezionare quei pazienti che potrebbero avere un'indicazione per l'impianto di un defibrillatore ICD.

Prof. Daniele Andreini, Resp UO TC cardiovascolare

Figura. Un caso di miocardite rilevato alla RM e sfuggito a una precedente eco transtoracica.
A e B) Ecografia 4 camere: fase diastolica e sistolica con frazione d’eiezione e cinesi normali del ventricolo sinistro.
C-F) RM con enhancement tardivo del mezzo di contrasto: iperintensità (coerente con la presenza di fibrosi miocardica) con distribuzione subepicardica, che suggerisce una pregressa miocardite come causa di aritmia ventricolare. European Heart Journal - Cardiovascular Imaging 2019; 20 (S 2).

Riferimenti
1. Andreini D, Dello Russo A, Pontone G, Mushtaq S, Conte E, Perchinunno M, Guglielmo M, Coutinho Santos A, Magatelli M, Baggiano A, Zanchi S, Melotti E, Fusini L, Gripari P, Casella M, Carbucicchio C, Riva S, Fassini G, Li Piani L, Fiorentini C, Bartorelli AL, Tondo C, Pepi M. CMR for Identifying the Substrate of Ventricular Arrhythmia in Patients With Normal Echocardiography. JACC Cardiovasc Imaging. 2019 Jul 11. pii: S1936-878X(19)30561-3. [Epub ahead of print]