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Monzino VT Day: tecnologie di mappaggio a confronto nelle aritmie ventricolari

Quattro interventi in diretta TV con diverse strategie ablative. Un’occasione, imperdibile e gratuita, per seguire “sul campo” tutte le fasi della procedura.

15 Ottobre Ott 2018 0000 one month ago

Si tiene il prossimo 26 ottobre al Monzino, nell’Aula Magna di via C. Parea 4 a Milano, un interessante convegno scientifico nazionale completamente orientato alla pratica, con ben quattro interventi in diretta TV, per avvicinarsi alle (o per familiarizzarsi con) procedure di ablazione nelle aritmie ventricolari. La partecipazione è assolutamente gratuita e l’inizio dei lavori è fissato per le 9:30 del mattino.

Un tema molto specialistico, dunque, ma nelle intenzioni dei direttori del convegno – il professor Claudio Tondo, coordinatore Area Artimologia, e il dottor Corrado Carbucicchio, responsabile UO Trattamento intensivo delle aritmie ventricolari (VIC), – l’evento non si rivolge soltanto a chi già tratta questa patologia e vuole acquisire un valore aggiunto operativo, partecipando come “spettatore attivo” alle ablazioni live.

La giornata costituirà anche un’imperdibile occasione formativa per chi voglia capire meglio che cosa sta accadendo nel panorama superspecialistico delle tachicardie ventricolari, perché permetterà di vedere a confronto sistemi di mappaggio diversi e diverse strategie di ablazioni.

Un’utile opportunità per il cardiologo clinico

E anche per i cardiologi clinici sarà un’utile opportunità per vedere dal vivo come sono oggi trattati e gestiti, ai massimi livelli di competenza, i pazienti che essi inviano al trattamento per questa complessa condizione clinica, le difficoltà e le possibilità di riuscita.

Infatti, durante la giornata di convegno saranno effettuate quattro diverse procedure live, che si propongono di trattare pazienti con differenti tipologie di cardiopatia, anche particolarmente complesse dal punto del substrato aritmico, e che prevedono un approccio particolare, comprensivo di mappaggio endocardico combinato con il mappaggio epicardico (effettuando la puntura del pericardio per via toracica per accedere alla “superficie esterna” del cuore). Complessivamente verranno utilizzati tre sistemi di mappaggio di ultima generazione, confrontandone le caratteristiche e l’appropriatezza nelle diverse situazioni procedurali.

I partecipanti, assicura Corrado Carbucicchio, non soltanto assisteranno in diretta TV agli interventi, ma si sentiranno anche davvero “sul paziente”, con il massimo di interazione in diretta con gli operatori. Prima dell’inizio dell’attività di sala operatoria, saranno inoltre introdotti i diversi casi nelle loro linee generali, con un dettaglio sul progetto di trattamento e sulle tecniche impiegate. A conclusione degli interventi, poi, una speciale sessione consentirà di commentare dal punto di vista tecnico le procedure effettuate. (→ Scarica il programma in pdf)

Uno sguardo da vicino sul lavoro di esperti elettrofisiologi

Le straordinarie risorse della moderna cardiologia hanno contribuito al miglioramento della sopravvivenza in un numero sempre crescente di pazienti con aritmie ventricolari potenzialmente letali. L’assistenza a tali pazienti richiede quindi oggi competenze e impegno particolari; infatti, nonostante l’utilizzo dei defibrillatori impiantabili, molti di questi pazienti vanno incontro a frequenti recidive aritmiche che causano gravissime ripercussioni sulle loro condizioni fisiche e psicologiche.

In Italia, l’ablazione delle tachicardie ventricolari è ancora un trattamento disomogeneo, anche a causa del fatto che non tutti i centri clinici hanno sale operatorie adeguate e operatori esperti in grado di effettuare la procedura. In questa condizione clinica particolarmente impegnativa e complessa, l’intervento di ablazione, effettuato da elettrofisiologi con esperienza specifica, richiede peraltro la collaborazione trasversale di molteplici figure professionali in ambito cardiologico, cardiochirurgico e anestesiologico, nelle diverse fasi del trattamento del paziente, e non può prescindere oggigiorno dall’utilizzo di tecniche avanzate di imaging garantire la massima sicurezza ed efficacia procedurale.


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