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Dalla Milano Heart Week 2018 per l’attività fisica e la prevenzione

Il ruolo dell’esercizio fisico controllato nella prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria

26 Settembre Set 2018 0000 25 days ago
  • Elena Tremoli, Barbara Cossetto

25 settembre 2018. L’attività fisica fa bene al cuore? L’interrogativo sembrerebbe superfluo, perché è ben noto che essa è uno dei capisaldi della prevenzione cardiovascolare e metabolica. Ma, come suggerisce il concetto di prevenzione di precisione, ogni persona è contraddistinta da un insieme di caratteristiche che la rendono unica, che condizionano la sua suscettibilità ai fattori di rischio cardiovascolari e anche la sua risposta individuale all’attività fisica e allo sforzo. E dunque, non può esserci una risposta fisica uguale per tutti.

Per questa ragione, nell’ambito della Prima edizione della Milano Heart Week, presso la sede di Tecnogym di Milano, si è tenuto un incontro di esperti per far capire come e a quali condizioni lo sport possa essere un valido aiuto nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolare, e come la figura del medico sportivo possa aiutare sia l’atleta sia la persona comune a fare sport in modo adeguato e sicuro, come ha chiarito Antonio Dello Russo, dell’UO Aritmologia del Monzino. L’incontro è stato moderato da Gianni Valenti, vice Direttore della Gazzetta dello Sport.

Quello che è necessario fare è determinare quali sono i limiti di ciascun soggetto rispetto all’attività fisica, non soltanto all’intensità, ovviamente, ma anche al tipo di esercizio, – ricordano i medici dello sport presenti all’incontro, Rudy Tavana, medico del Torino FC, Piero Volpi, medico dell’Inter e Stefano Mazzoni medico del Milano. – È meglio correre, andare in bicicletta oppure nuotare? In altre parole, occorre conoscere se stessi e il proprio corpo, e adeguare l’attività fisica alle proprie caratteristiche e ai propri limiti. Anche perché l’attività fisica è un presidio di prevenzione per tutti, dagli adolescenti, ai giovani, agli adulti e agli anziani e, appunto, ognuno è diverso.

Esiste tutta una rete di punti di riferimento per fare sport in sicurezza, i cui nodi sono costituiti dal medico curante, dal medico sportivo e dai centri specializzati di terzo livello come il Centro Monzino Sport.

È a questo punto che entra in scena la tecnologia, – come ricorda Silvano Zanuso, scientific communication & research manager di Tecnogym, – che può costituire un valido aiuto per muoversi in maniera sicura e precisa, anche grazie a strumenti di monitoraggio sempre più affidabili.

L’attività fisica fa bene al cuore, dunque, a patto che sia un’attività regolare e continua e che sia preceduta da controlli periodici delle condizioni cardiovascolari, come del resto prevede la legislazione sanitaria in materia.