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Follow-up eco delle TAVI e valutazione con TC della placca non ostruttiva: due studi in primo piano

Il giornale della Società Europea di Cardiologia dedicato all’imaging cardiovascolare compie sei anni. Due lavori del Monzino tra gli studi più importanti pubblicati nel 2017.

20 Settembre Set 2018 0000 one month ago
  • Edoardo Conte, Laura Fusini, Manuela Muratori, Mauro Pepi

L'European Heart Journal Cardiovascular Imaging – organo ufficiale della Società Europea di Cardiologia – è stato pubblicato per la prima volta nel 2012. Durante i suoi primi sei anni, la rivista ha raggiunto l’impressionante impact factor di 8.336 ed è ora una delle dieci migliori riviste cardiovascolari al mondo e la più importante rivista di imaging cardiovascolare in Europa. L’EHJ-Cardiovascular Imaging è dunque uno (se non il principale) dei punti di riferimento per medici e ricercatori che si occupano di imaging cardiovascolare.

La rivista ha di recente pubblicato, in due numeri successivi, una rassegna degli studi più importanti pubblicati nel 2017, rispettivamente su funzione miocardica, malattia coronarica, tecniche e applicazioni emergenti nell'imaging cardiovascolare, e su cardiopatia valvolare, insufficienza cardiaca, cardiomiopatie e cardiopatie congenite.

Due di questi studi, in particolare, provengono dall’Area di Imaging Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino, diretta dal dottor Mauro Pepi.

Il primo,1 – dell’UO TC cardiovascolare diretta dal dottor Daniele Andreini, – mostra il valore prognostico della valutazione non invasiva dell’ateromasia coronarica mediante TC cardiaca in una popolazione di pazienti con stenosi coronariche non emodinamicamente significative. Il lavoro evidenzia come sia possibile identificare precocemente pazienti ad aumentato rischio di sindrome coronarica acuta, pur in assenza di stenosi coronariche superiori al 50%.

Lo studio ha contribuito anche alle basi razionali a sostegno del Progetto Epifania, attualmente in corso presso il Monzino.

Il secondo studio2 affronta invece il tema molto attuale della durata delle valvole aortiche impiantate per via trans-catetere in pazienti fragili e ad alto rischio chirurgico. In questo lavoro, grazie a un accurato follow-up ecocardiografico a 5 anni, si evidenzia un’iniziale degenerazione strutturale della protesi valvolare aortica nel 30% dei pazienti a 5 anni dall’impianto.

Nonostante tale degenerazione non sia associata a stenosi aortica severa e nella maggior parte dei pazienti non abbia avuto un impatto significativo in termini di outcome clinico, il dato non è da sottovalutare e richiederà sicuramente ulteriori conferme in studi multicentrici, soprattutto alla luce della recente estensione della procedura TAVI in pazienti a rischio intermedio.

Approfondisci i due studi

VALUTAZIONE CON ANGIO-TC DELLE CARATTERISTICHE DELLA PLACCA IN PAZIENTI CON MALATTIA CORONARICA NON OSTRUTTIVA

MODIFICAZIONI STRUTTURALI E FUNZIONALI DOPO TAVI: FOLLOW-UP ECOCARDIOGRAFICO A 5 ANNI

Riferimenti
1. Conte E, Annoni A, Pontone G, Mushtaq S, Guglielmo M, Baggiano A et al. Evaluation of coronary plaque characteristics with coronary computed tomography angiography in patients with non-obstructive coronary artery disease: a long-term follow-up study. Eur Heart J Cardiovasc Imaging 2017;18(10):1170-1178.
2. Muratori M, Fusini L, Tamborini G, Gripari P, Ghulam Ali S, Mapelli M et al. Five year echocardiographic follow-up after TAVI: structural and functional changes of a balloon-expandable prosthetic aortic valve. Eur Heart J Cardiovasc Imaging 2018;19:389–397.