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Insufficienza della valvola mitrale

Riparare o sostituire? I criteri che guidano la scelta

13 Giugno Giu 2018 0000 6 months ago

Le linee guida della Società europea di cardiologia e dell’Associazione europea di chirurgia cardiotoracica dicono che in caso di insufficienza della valvola mitralica, si dovrebbe procedere alla riparazione della valvola in almeno il 95% dei casi, con un tasso di mortalità inferiore all’1%.

Accade davvero? Repubblica Salute lo ha chiesto al professor Francesco Alamanni, direttore del Programma di Chirurgia Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino:

In Italia si eseguono ogni anno circa 5.000 riparazioni della valvola mitralica e meno di 300 della valvola aortica. A guidare la scelta del cardiochirurgo - spiega - ci sono diversi aspetti: conta innanzitutto la complessità della situazione valvolare e cardiaca in generale, ma anche le aspettative per l’intervento.

Per decidere cosa fare il chirurgo ha a disposizione diversi mezzi, primo tra tutti l'ecocardiografia preoperatoria eseguita da un cardiologo esperto: quando la valvola viene definita "facile" (vale a dire quando richiede solamente due semplici gesti per la correzione del problema) si opta per la riparazione, mentre se ci sono complessità, che possono essere legate non solo alle condizioni della valvola ma anche a quelle del cuore in generale, la scelta va sempre ponderata tra le diverse opportunità disponibili.

Non dimentichiamo che a fare la differenza è anche il livello di competenza del centro. Al primo posto c'è la multidisciplinarietà del team, seguita dalla possibilità di accedere a tecniche di diagnostica per immagini particolarmente sofisticate, per arrivare a indagini interne su mortalità e complicazioni, tassi e durata della riparazione e tasso di reintervento con un follow-up minimo di un anno.

L'importante in ogni caso è evitare di "scegliere" il tipo di intervento cui sottoporre il malato solamente sulla base di dati oggettivi. Pur se l'ecocardiografia è fatta da mani esperte, è fondamentale parlare con il paziente. Ci sono casi in cui esiste un danno severo della valvola mitralica ma la persona sta bene e presenta parametri quasi normali. Dobbiamo quindi sempre presentare al paziente le possibilità di cura e i risultati attesi, poi selezionare l'approccio ottimale.

Francesco Alamanni


Per saperne di più, leggi l'articolo integrale di Repubblica Salute disponibile QUI


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