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Tumore al cuore: una patologia rara, spesso individuata per caso

É importante indirizzare il paziente verso un Centro clinico in cui la malattia possa essere affrontata con un approccio multidisciplinare. Risponde Marco Zanobini sulle pagine di "La Repubblica".

26 Febbraio Feb 2018 0000 2 months ago

A una paziente di 42 anni, a seguito di controlli che comprendevano anche una Risonanza Magnetica per probabili problemi cardiaci, è stato diagnosticato un tumore al cuore. Vi sono centri specializzati nella gestione di casi come questo?

I tumori del cuore sono indubbiamente rari. Si possono presentare in forma benigna o maligna, primitiva o secondaria (vale a dire come metastasi di altri tumori).

Tra le forme benigne, il mixoma è il più diffuso e rappresenta da solo più della metà dei tumori benigni che possono colpire il muscolo cardiaco. Localizzata in genere nell’atrio sinistro del cuore, la massa tumorale non è destinata a generare metastasi. La presenza del mixoma può manifestarsi con affanno, vertigini, sincopi, o improvvise alterazioni dello stato di coscienza, ma molto più spesso il mixoma è asintomatico. Capita così, non di rado, di scoprirlo in maniera occasionale durante una visita medica sportiva o effettuata dal medico del lavoro. In ogni caso, una volta fatta la diagnosi, la soluzione terapeutica è unica e corrisponde alla asportazione chirurgica della massa tumorale.

Differente invece è l’inquadramento dei tumori cardiaci maligni, di cui esistono le forme primitive, che traggono origine dalle stesse cellule del cuore, e le forme secondarie (dette anche metastatiche), più diffuse, che giungono al cuore dove sviluppano metastasi di tumori già presenti in altre parti del corpo. In questi casi l’intervento chirurgico rappresenta un’opportunità da valutare sulla base delle condizioni cliniche del paziente.

Per una diagnosi accurata, e soprattutto indicazioni terapeutiche adeguate, è importante indirizzare il paziente verso un centro in cui la malattia è affrontata con un approccio multidisciplinare che comprenda cardiochirurgo, cardiologo, cardioanestesista e naturalmente oncologo, per unire competenze specialistiche diverse e ottenere il miglior inquadramento diagnostico e terapeutico possibile.

Il mio suggerimento è di rivolgersi a un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) cardiologico.


Questa risposta del dottor Marco Zanobini, cardiochirurgo dell'UO Cardiochirurgia 1 del Monzino è stata pubblicata su La Repubblica del 30 gennaio, nella rubrica "Il medico risponde", all'interno delle pagine di Repubblica Salute.