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Respirazione e meditazione contro l’ipertensione?

Sì, ma attenzione a tutto lo stile di vita

26 Febbraio Feb 2018 0000 2 months ago

L’Associazione Americana per il Cuore (American Heart Association) ha curato una dichiarazione scientifica da cui emerge che alcuni approcci alternativi possono aiutare a contrastare l'ipertensione. Tra le metodologie risultate efficaci ci sono le tecniche di respirazione e meditazione.

«Occorre fare attenzione: da sole queste metodiche non sono sufficienti per contrastare la pressione alta», sottolinea la dottoressa Marina Alimento, cardiologa dell’Unità Operativa Scompenso, Cardiologia clinica e Riabilitativa del Monzino, intervistata dal settimanale Donna Moderna.

Ci vuole un cambio globale nello stile di vita. Questo significa smettere di fumare, dimagrire, mettere in pratica le stesse regole alimentari che valgono per l’ipercolesterolemia e dedicare tempo all’attività fisica aerobica.

Marina Alimento

«E se i valori raggiungono e superano i 140/90 mmHg (millimetri di mercurio) - aggiunge la dottoressa - occorre considerare anche una terapia farmacologica, in base al rischio cardiovascolare. Tutto ciò presuppone che il paziente venga valutato nel suo insieme, considerando la sua familiarità, la presenza di altri fattori di rischio come diabete e ipercolesterolemia, la sua età ed eventuali altre malattie cardiovascolari concomitanti».

Anche i ricercatori americani che hanno curato la pubblicazione, avvenuta sulla rivista Hypertension, hanno dichiarato: «La maggior parte delle pratiche alternative riducono la pressione arteriosa sistolica di solo 2-10 mmHg; dosi standard di un farmaco invece abbassano la pressione sanguigna sistolica di circa 10-15 mmHg. Dunque gli approcci alternativi possono eventualmente essere aggiunti a un regime di trattamento dopo che i pazienti hanno discusso i loro obiettivi con i propri medici».