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Tac cardiaca per la prevenzione dell'infarto?

Risponde Mauro Pepi, coordinatore Imaging Cardiovascolare

12 Febbraio Feb 2018 0000 7 months ago

Ho 45 anni, sono impiegato bancario e svolgo una vita sedentaria. Lo scorso 5 maggio ho sofferto di Infarto Miocardico Acuto (STEMI) e sono stato trattato con angioplastica coronarica (PTCA) e stent. Fortunatamente la frazione d'eiezione del mio cuore non è mai stata compromessa. Ho superato uno stress da sforzo "sottomassimale" e vorrei procedere a Tac Cardiovascolare per essere ulteriormente rassicurato (speriamo!) sulle condizioni di salute del mio cuore.
Posso fare l'esame o mi consiglia aspettare ancora prima di eseguirlo?

Alessandro

Dopo un infarto Miocardico Acuto (STEMI) come il Suo, correttamente trattato con angioplastica coronarica e stent con un risultato ottimale in termini funzionali - rassicura il Dottor Mauro Pepi, coordinatore Area Imaging del Centro Cardiologico Monzino - è senz'altro utile riapprofondire la situazione anatomica coronarica, anche in ragione della Sua giovane età. Ma generalmente si ricorre alla TAC solo in presenza di sintomi o se i precedenti test funzionali indicano una possibile presenza di ischemia di un territorio miocardico (sia esso quello tributario della coronaria colpevole dell'Infarto Miocardico Acuto, o di altre coronarie).

Normalmente si raccomanda di eseguire un test funzionale a sei mesi dall'evento (per esempio test da sforzo, scintigrafia o eco-stress) e soprattutto di svolgere un'azione preventiva "massiccia" in termini di stile di vita, oltre che aderire scrupolosamente alla terapia farmacologica che i medici Le hanno prescritto, naturalmente.

La TAC coronarica è indicata solo in una fase successiva di accertamenti, qualora i precedenti esami o i sintomi ne rilevino la necessità.

Questa risposta è pubblicata su Repubblica Salute dove il Dottor Mauro Pepi ha una pagina all'interno della nuova sezione dedicata alle domande dei lettori.