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Diabete e malattie cardiovascolari: una relazione pericolosa

L’Unità di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche del Monzino, per una Cardiologia sempre più aperta e integrata, e sempre più sensibile anche alle differenze di genere.

29 Gennaio Gen 2018 0000 22 days ago
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Tra diabete e malattie cardiovascolari vi è una relazione pericolosa, quasi che un problema alimentasse l’altro, generando meccanismi molto complessi che devono essere gestiti necessariamente in modo multidisciplinare. È necessario integrare le competenze del diabetologo e dell’endocrinologo con quelle di ricercatori e cardiologi.

Ecco perché il Monzino ha deciso di aprire una nuova Unità clinica e di ricerca, – l’Unità di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche, guidata dal Dr. Stefano Genovese, – nella quale lavorano in sinergia con gli specialisti anche infermieri specializzati nel trattamento dei pazienti diabetici e, quando necessario, nutrizionisti e psicologi.

Perché la Diabetologia in un Centro cardiologico?

Il diabete mellito si associa strettamente con le malattie cardiovascolari: in chi ne soffre, il rischio di sviluppare infarto o ictus è da 2 a 4 volte più alto che nel resto della popolazione. Di più, il rischio cardiovascolare nel paziente diabetico è simile a quello assegnato a un paziente che ha avuto un evento cardiovascolare, tanto che, in Italia, il 30% della mortalità per diabete è causato da patologie cardiovascolari.

Con la nuova Unità di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche, il Centro Cardiologico Monzino rinnova il suo credo per una Cardiologia sempre più aperta e integrata alle altre specialità, consapevole che la lotta alle malattie cardiovascolari non può prescindere dall’interazione sinergica, dal confronto continuo e dallo scambio profondo con altri ambiti specialistici.

Prof.ssa Elena Tremoli, Direttore Scientifico del Monzino

L’attività dell’Unità si estende anche all’Endocrinologia. Come è noto, infatti, l’alterazione dei principali assetti ormonali può avere conseguenze di tipo cardiovascolare: basti pensare, per esempio, a come i disturbi della funzione tiroidea impattano sul ritmo cardiaco, o al ruolo che le patologie ipofisarie e surrenaliche hanno nelle forme più resistenti di ipertensione arteriosa.

Un focus particolare è dedicato alla donna

"Le alterazioni ormonali connesse alla menopausa e all’osteoporosi, – precisa il Dr. Maurizio Rondinelli, staff member dell'Unità, – possono avere ricadute importanti sulla salute cardiovascolare femminile, e questo aspetto merita tutta la nostra attenzione nell’ambito di una medicina che deve essere sempre più sensibile alle differenze di genere".