News

Riflettori puntati sull'efficacia degli stent

Bartorelli

Uno studio recente avanza dubbi. Il commento del Prof. Antonio Bartorelli

13 Novembre Nov 2017 0000 one month ago

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, condotto presso l’Imperial College di Londra su 230 pazienti con le arterie coronarie ostruite per oltre il 70% ha messo in discussione l'efficacia degli stent.

Lo studio, nello specifico, ha messo a confronto per la prima volta gli effetti di un intervento di angioplastica percutanea con inserimento di stent, con un placebo, vale a dire un finto intervento. Stando ai risultati, i due approcci avrebbero un’efficacia simile, misurata in termini di reisistenza al test da sforzo su tapis-roulant.

Tuttavia, il professor Antonio Bartorelli, coordinatore dell’Area di Cardiologia Interventistica del Monzino -intervistato dal Corriere della Sera in occasione del Congresso mondiale di Cardiologia Interventistica a Denver (Colorado) dove lo studio è stato presentato- precisa: “I colleghi presenti al congresso hanno accolto con molto scetticismo questo studio e per diversi motivi: innanzitutto è stato fatto soltanto su 200 pazienti”. Un campione troppo limitato per potere essere significativo e rendere lo studio applicabile alla clinica.

Anche il periodo di osservazione è troppo breve per essere rilevante. “Il controllo degli esiti dopo sei settimane è abbastanza breve, – prosegue Bartorelli. – Per quanto riguarda il tempo di esercizio e i sintomi anginosi del paziente, dobbiamo osservare che, anche se non è stata registrata una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi, emerge un trend favorevole nei pazienti sottoposti ad angioplastica. Quindi non possiamo sapere se, su un campione più ampio, lo studio avrebbe dato un risultato significativo nel gruppo trattato con angioplastica”.

In più, ed è un aspetto molto importante, “alla fine delle cure è stato misurato il miglioramento di flusso ematico nella coronaria nei due gruppi: nei pazienti che avevano subito l’angioplastica, questo migliorava in maniera importante.

Altri studi hanno dimostrato che il miglioramento del flusso si associa al miglioramento dell’esito a distanza. Quindi prima di avanzare simili dubbi esull'efficacia degli stent e trarre conclusioni affrettate, bisogna andarci con molta calma.

Prof. Antonio Bartorelli

Per saperne di più, vai all'articolo completo su Corriere.it


→ LEGGI LE ALTRE NOTIZIE DEL MONZINO