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Cosa succede al cuore con l'età

Fiorentini Big

L’ineluttabilità dell’invecchiamento non deve far dimenticare il ruolo fondamentale della prevenzione, ricordando che il vero obiettivo della scienza e della medicina non è tanto quello di aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Un’intervista del Prof. Cesare Fiorentini.

7 Novembre Nov 2017 0000 16 days ago

Nei paesi industrializzati, la maggiore accessibilità e qualità dell'assistenza sanitaria, e i crescenti e continui progressi della ricerca hanno contribuito, negli ultimi quarant’anni, ad accrescere la durata media della vita di circa dieci anni. Da questo punto di vista, si può dire che proprio tali progressi siano in qualche modo complementari alle preoccupazioni riguardanti l'invecchiamento della popolazione e lo sviluppo delle malattie degenerative croniche.

Come il medico sa bene, il vero obiettivo della scienza e della medicina non è tanto quello di aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. E perché la longevità guadagnata sia vissuta al meglio, la prima cosa da fare è occuparsi del cuore. Le malattie cardiovascolari, infatti, rappresentano la più frequente causa di morte e di disabilità nei paesi sviluppati. In una recente review, Sailay Siddiqi e Mark A. Sussman, rispettivamente della San Diego State University in California e dell’University Medical Center di Utrecht nei Paesi Bassi, hanno addirittura parlato di “egemonia cardiaca della senescenza”.1

Ma che cosa accade al cuore con l’avanzare dell’età? Lo ricorda il Professor Cesare Fiorentini, Direttore Sviluppo Area Clinica del Monzino, in una recente intervista.2

L’età determina una serie di modificazioni a livello vascolare. Le pareti delle arterie e delle arteriole si ispessiscono e il tessuto elastico cede al tessuto fibroso. Insieme, questi cambiamenti rendono i vasi più rigidi e meno resistenti. Non va dimenticato che proprio l'invecchiamento arterioso è uno dei principali fattori che contribuiscono ad aumentare l'incidenza e la prevalenza delle malattie cardiovascolari.

Il muscolo cardiaco stesso, come è noto, risente dell’invecchiamento. Con il progredire dell'età, il miocardio va incontro a processi degenerativi – ipertrofia miocitica, aumento della fibrosi del miocita, deposizione di proteina amiloide, ecc, – che conducono a un graduale, crescente deterioramento della sua funzione contrattile e a una ridotta performance del miocardio. L'invecchiamento biologico interferisce con la riparazione dei tessuti, accelerando la transizione verso il rimodellamento patologico. Quando la fibrosi progredisce in maniera incontrollata, essa provoca l'irrigidimento irreversibile del tessuto colpito, che può portare a un malfunzionamento dell'organo.

Tali processi influenzano anche il funzionamento del sistema di conduzione cardiaca, dando luogo tra le altre cose a uno dei problemi più frequenti nell’anziano, a cui però da molti anni la Cardiologia ha posto rimedio con l’impiego dei pacemaker, oggi sempre più piccoli e facili da impiantare.

Test semplici (ma utilissimi) come l’Ecg sotto sforzo, l’ecocardiogramma, l’eco-doppler, sono oggi in grado di accertare la presenza e l’entità dei danni funzionali derivanti da tali alterazioni e consentono, sempre più spesso, al medico di intervenire per limitarne le conseguenze con appropriati atti terapeutici. E la ricerca sta compiendo enormi progressi per acquisire una comprensione approfondita dei meccanismi sottostanti la senescenza cardiovascolare, per riuscire a progettare strategie di intervento capaci di modulare tali meccanismi e 'integrare' la longevità con una migliore qualità della vita.

Il potere della prevenzione

Infine, non va dimenticato che è già a disposizione del medico un altro potente strumento: la prevenzione. Ricordare al paziente le “regole d'oro della prevenzione cardiovascolare”, può avere grande importanza in termini di qualità della vita. Eccone alcune:

  • non fumare;
  • praticare un’attività fisica leggera ma regolare (bastano 30 minuti di camminata al giorno);
  • tenere il peso sotto controllo;
  • adottare un’alimentazione che privilegi verdure, pesce e carni bianche;
  • non eccedere con l'alcol;
  • farsi misurare regolarmente la pressione arteriosa;
  • eseguire, su indicazione del proprio medico, esami ematologici per monitorare glicemia, azotemia, colesterolo, elettroliti;
  • eventualmente, eseguire anche esami delle urine, sempre su indicazione del proprio medico, con dosaggio proteico.

Riferimenti

  1. Siddiqi S, Sussman MA. Cardiac Hegemony of Senescence. Curr Transl Geriatr Exp Gerontol Rep. 2013 Dec; 2(4): 10.1007/s13670-013-0064-3.
  2. Intervista pubblicata su La Provincia, del 31 ottobre 2017.