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Extrasistoli: cosa sono, da cosa dipendono, come si curano

Carbucicchio

Un'intervista al Dr. Corrado Carbucicchio

9 Ottobre Ott 2017 0000 2 months ago

Extrasistole: letteralmente significa “battito aggiunto” ed è la forma più semplice di aritmia, oltre che la più comune.

Le extrasistoli sono un’alterazione del normale ritmo del battito cardiaco, il più delle volte benigna. Possono avere origine nell’atrio o nel ventricolo, sono molto diffuse nella popolazione e raramente rappresentano un rischio per chi ne soffre.

Quali sono le cause, i sintomi e le possibilità di cura delle extrasistoli? Spiega tutto il Dr. Corrado Carbucicchio, responsabile dell’Unità Operativa per il trattamento intensivo delle aritmie ventricolari (VIC) al Centro Cardiologico Monzino

Le cause

È importante saper riconoscere, se esiste, la causa delle extrasistoli. In pazienti che non hanno problemi di salute possono essere provocate da abuso di caffè o di alcol, oppure da stress psicofisico, soprattutto se si presentano in modo occasionale e non sono accompagnate da altri disturbi. Altre volte l’aritmia può essere invece correlata a un malfunzionamento della tiroide, a disturbi digestivi, a elevati valori di pressione arteriosa. In casi più rari le extrasistoli sono l’espressione di una malattia cardiaca non riconosciuta e nel tempo possono trasformarsi in aritmie più complesse, per questo rappresentano un campanello d’allarme che merita massima attenzione.

I sintomi

Le extrasistoli si manifestano per lo più come una sensazione di colpo al petto seguito da una fase di vuoto: i battiti in eccesso alterano la normale regolarità del ritmo cardiaco e a volte causano la percezione di avere un "nodo in gola” o di sentire il classico “tuffo al cuore”. A questo sintomo principale si accompagnano talvolta affaticamento, debolezza, difficoltà respiratorie. Anche nei pazienti sani le extrasistoli, se numerose, rappresentano un disturbo che compromette in modo serio la qualità di vita, creando forti disagi nell’attività di tutti i giorni, e inoltre possono a lungo andare indebolire il cuore.

La diagnosi

Cuore ECG

Visita cardiologica ed elettrocardiogramma (in particolare, elettrocardiogramma dinamico secondo Holter) servono ad accertare la presenza, la frequenza e a riconoscere il tipo di extrasistoli. L’ecocardiogramma rappresenta poi lo strumento migliore per “vedere come è fatto il cuore” ed escludere la presenza di una cardiopatia. Il percorso successivo dev’essere stabilito da un cardiologo aritmologo che saprà, nel caso, proporre ulteriori esami diagnostici e indirizzare il paziente verso la terapia più adatta, quando necessaria.

La terapia

Può essere di tipo farmacologico, con farmaci antiaritmici che servono da “stabilizzatori” del sistema elettrico del cuore. Quando esiste una causa responsabile dell’aritmia, sia essa cardiaca o non cardiaca, questa dovrà essere trattata adeguatamente.

Nella maggior parte delle situazioni inoltre è possibile curare efficacemente l’extrasistolia (come la maggior parte delle aritmie, anche complesse) con un intervento di ablazione transcatetere, in cui si utilizzano piccole sonde che arrivano al cuore e permettono di isolare la zona responsabile dell’extrasistolia, garantendo un’ottima possibilità di guarigione completa. Questo intervento, che si esegue in anestesia locale e prevede il ricovero di un paio di giorni, dev’essere eseguito in centri selezionati, che dispongano di tecnologie avanzate, e da operatori esperti. Soprattutto nei casi di aritmie benigne e di pazienti giovani, l’ablazione rappresenta la soluzione migliore da proporre al paziente.

Per maggiori informazioni, di seguito è disponibile come allegato l’articolo pubblicato su Ok Salute

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