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Giocare d'anticipo per battere l'infarto

Antonio Bartorelli

Come fare per scoprire se il cuore è a rischio?

11 Maggio Mag 2017 0000 5 months ago

Dagli anni ‘70 a oggi la mortalità per infarto si è ridotta drasticamente passando dal 20-25% circa, al 3-4%. Tuttavia, nonostante la medicina cardiovascolare moderna in pochi decenni abbia compiuto straordinari passi in avanti, le malattie cardiovascolari, complice anche il progressivo allungamento della durata della vita, restano in testa alle cause di malattia e mortalità nel mondo.

Cosa fare dunque per capire se il proprio cuore è a rischio?

Repubblica Salute lo ha chiesto al Prof. Antonio Bartorelli, responsabile della Cardiologia interventistica del Monzino, in diretta su Repubblica Tv.

Attenzione alla familiarità, prima di tutto: se ci sono stati casi di infarto tra i propri parenti diretti, il rischio è maggiore

Antonio Bartorelli

Poi ci sono gli esami, a partire dall’elettrocardiogramma. Ma soprattutto è fondamentale intervenire precocemente sui fattori di rischio come fumo, ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità, sedentarietà, depressione.

Non dimentichiamo infatti – sottolinea il Prof. Bartorelli - che in oltre il 50% dei casi l’infarto è il primo sintomo. In altre parole in più di un caso su due la malattia coronarica non dà segnali premonitori. Per questo fare prevenzione primaria, vale a dire intervenire sui fattori di rischio prima che la mattia si manifesti, è quanto di più prezioso si possa fare per proteggere la propria salute cardiovascolare.

Guarda il VIDEO su Repubblica Tv


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