News

L'endoscopia cardiaca per la chirurgia riparativa della mitrale

Emad Sala

Una visione amplissima del campo operatorio a fronte di un'incisione ridotta al minimo. Molti i vantaggi per il paziente, ma è una tecnica che impone al chirurgo un cambio di prospettiva nel modo di pensare e di agire

1 Maggio Mag 2017 0000 23 days ago
  • Emad Al Jaber

Oggi, l'evoluzione delle metodiche cardiochirurgiche consente di praticare, come è noto, interventi a cuore battente, con tecniche innovative che riducono anche i tempi della seduta operatoria.

Grazie al toracoscopio, che permette al cardiochirurgo di gestire l’intervento in sicurezza, è possibile ottenere una visione amplissima del campo operatorio a fronte di un'incisione ridotta al minimo. L’endoscopia cardiaca è una tecnica d’avanguardia praticata in pochi centri al mondo e oggi considerata la frontiera più avanzata della mininvasività.

"L’endoscopia permette di intervenire sul cuore in modo efficace e meno traumatico per i pazienti - afferma il Prof. Gianluca Polvani, responsabile dell'U.O. di Cardiochirurgia sviluppo iniziative - per questo la prospettiva di un suo utile inserimento nel futuro della cardiochirurgia è assolutamente realistica". Certo, questa opzione terapeutica richiede ai cardiochirurghi un’impegnativa fase di formazione per l’applicazione dell’endoscopia, per acquisire un vero e proprio cambio di prospettiva nel modo di pensare e di agire. La visione chirurgica infatti non è diretta, come negli interventi tradizionali che si realizzano con l’apertura del torace, ma avviene attraverso uno schermo che riporta l’immagine del cuore in tutte le sue parti

Le telecamere di Medicina33 (Tg2) sono entrate nelle sale operatorie del Monzino per scoprire come funziona esattamente questa tecnica, quando si può applicare e quali sono i vantaggi per i pazienti.

Guarda il servizio:

Ci interessa trasmettere quanto più possibile la conoscenza di questa nuova metodica, perché la cardiochirurgia deve poter offrire al paziente sempre più opzioni. Dobbiamo formare nuove generazioni di chirurghi abjtuati ad avere una diversa visione della chirurgia, rapportata a un futuro che vedrà sempre più il ricorso a queste tecniche non invasive.

Gianluca Polvani