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Sostituire la valvola aortica con la chirurgia mininvasiva

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Suturless o Tavi: indicazioni, limiti e opportunità

28 Marzo Mar 2017 0000 6 months ago

La chirurgia tradizionale delle valvole cardiache oggi ha raggiunto un altissimo standard qualitativo ed è al centro di importanti innovazioni che vanno nella direzione della mininvasività.

Ma ci sono molte forme di chirurgia mininvasiva ed è importante distinguere, per esempio, gli interventi in cui si pratica un taglio esterno minore ma il tipo di tecnica chirurgica rimane sostanzialmente la stessa, da quegli interventi che vengono praticati a cuore battente con tecniche innovative che riducono anche i tempi della seduta operatoria.

Il Professor Francesco Alamanni, Direttore del Programma di Chirurgia Cardiovascolare al Centro Cardiologico Monzino, in questa video intervista a “Medicina e Informazione” spiega le opportunità e i limiti della nuove tecniche utilizzate in cardiochirurgia per la stenosi valvolare aortica.

Per sostituire la valvola aortica - spiega il Prof. Alamanni - le due tecniche di chirurgia più avanzate sono l’utilizzo di protesi “Suturless” ad impianto rapido - un intervento che consente di non dover mettere tutti i punti di sutura, riducendo così i tempi e favorendo una performance emodinamica migliore - o la “TAVI” per l'inserimento di una protesi transcatetere a cuore battente.

Le protesi per la TAVI sono di varia grandezza e il cuore viene raggiunto grazie a un catetere inserito dall'arteria femorale, in modo quindi minimamente invasivo. Tutta la procedura viene eseguita grazie a una valutazione pre ed intra operatoria, che si basa su immagini ecocardiografiche, fluoroscopiche e TAC.

Naturalmente tutte queste tecniche offrono nuove opportunità di trattamento ma hanno anche dei limiti, pertanto si dovrà sempre valutare quale sia l'opzione migliore per il singolo paziente personalizzando il percorso chirurgico in base alle sue caratteristiche specifiche, senza dimenticare che interventi del genere richiedono grande esperienza e un approccio multidisciplinare che solo un centro di riferimento può offrire.

Francesco Alamanni