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www.ricercamonzino: un bilancio tutto in attivo

AM Wwwricercamonzino

Dall'analisi delle valutazioni internazionali delle pubblicazioni scientifiche, il Monzino è molto più grande di quanto non appaia. Anzi, la sua dimensione gli consente di raccogliere frutti eccellenti sia clinici sia scientifici, come dimostra la due giorni dedicata alla ricerca dell’unico IRCCS cardiologico d’Italia.

13 Marzo Mar 2017 0000 one month ago
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    Elena Tremoli

Si è tenuto il 9-10 marzo presso l'Aula magna del Monzino il meeting Www.ricercamonzino, nel quale i ricercatori e i clinici dell’unico IRCCS esclusivamente cardiologico d’Italia hanno riferito sull’attività di ricerca dell’Istituto e hanno discusso i nuovi sviluppi della ricerca, in particolare, sui biomarcatori in campo cardiovascolare. Al meeting sono intervenuti, tra gli altri, Maria Novella Luciani, Gaetano Guglielmi e Giselda Scalera della Direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della salute e il Prof. Luigi Rossi Bernardi, Direttore Scientifico di Multimedica.

Il Centro Cardiologico Monzino – afferma in apertura l’AD dello IEO-Monzino, Ing. Mauro Melis, – “è un'eccellenza che è difficile replicare: ecco perché, per difendere la validità del suo modello di ricerca e di clinica, è importante salvaguardare la sua natura no profit”.

La due giorni scientifica Www.ricercamonzino ha visto protagonisti i giovani, che stanno compiendo molti sacrifici per fare ricerca nel nostro paese. Il Centro Cardiogico Monzino consente a questi giovani di portare avanti una ricerca veramente indipendente”.

Prof.ssa Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino

Si è detto del Monzino che sarebbe un istituto non abbastanza grande, – aggiunge il Prof. Cesare Fiorentini. – Noi siamo invece convinti che la dimensione del nostro Istituto ha sempre consentito di produrre frutti eccellenti, come dimostrano i risultati della nostra ricerca scientifica”.

L'impronta scientifica internazionale del Monzino

Network Monzino

In effetti, dall’analisi delle impronte lasciate dai ricercatori attraverso le loro pubblicazioni, – spiegano Maria Novella Luciani e Gaetano Guglielmi; – il Monzino è molto più grande di quanto si pensi. Il suo profilo è fortemente internazionale, con radicati legami di collaborazione con numerosi e prestigiosi centri di ricerca in Europa, nelle Americhe, in Cina”.

E occorre anche ricordare che, aggiunge Cesare Fiorentini, “il Monzino, grazie a una convenzione con l’Università Statale di Milano, ospita molti giovani non solo nella ricerca, ma anche nella clinica, e può collaborare con diversi importanti colleghi, attraverso il Dipartimento di scienze cliniche e di comunità. E l’’impronta’ del Monzino nell’attività di questo Dipartimento è molto rilevante”.

Rete Cardiologica: dai programmi innovativi alla condivisione dei dati

Le patologie cardiovascolari sono quelle che costano di più. E, verosimilmente, allo stato attuale delle conoscenze, non riusciremo a ridurre tale peso economico nei prossimi 10 o 5 anni, un peso che anzi dovrebbe raddoppiare, – spiega Elena Tremoli. “Quello che abbiamo fatto negli anni precedenti è stato di utilizzare i fattori di rischio e i predittori che già conosciamo, poche variabili che individuano solo una ridotta quantità di pazienti. Un deciso cambio di prospettiva, che includa le omiche, la genomica come la trascrittomica, la proteomica come la metabolomica, ma anche i dati sociali e psicologici individuali, l’ambiente, e ovviamente le evidenze cliniche, ci permetterà invece di studiare la parte sommersa dell’iceberg, e di identificare quelle vie che contribuiscono alla patogenesi delle malattie cardiovascolari complesse”.

Ecco perché, nelle tre edizioni fin qui realizzate, anche il focus di Www.ricercamonzino è cambiato. “Non casualmente, dal racconto dei nostri risultati e degli aspetti specifici da sviluppare, che ha caratterizzato il programma delle due edizioni precedenti, siamo passati quest’anno a una discussione più generale sulla ricerca nel campo dei biomarcatori, guardandovi però con spirito critico, soprattutto perché non possiamo trasferire in modo automatico al cardiovascolare l’esperienza maturata in altri ambiti, per esempio nell’oncologia”.

Ma per condurre con profitto una ricerca così complessa è necessario avere la capacità di fare rete, occorre una collaborazione multidisciplinare come quella resa possibile dalla Rete cardiologica concretizzata per iniziativa del Minsal a cui partecipano attualmente 17 istituti tra cui il Monzino.

Scopo della rete è promuovere la ricerca, costruire piattaforme cliniche e sperimentali comuni, migliorare gli standard di trattamento e promuovere programmi di formazione e di carriera comuni per i giovani ricercatori e clinici.

Prof.ssa Elena Tremoli