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La leadership tecnologica del Monzino nella diagnostica cardiovascolare

Revolution CT 2

Tecnologie d'avanguardia, come la "Revolution CT", sono a disposizione di medici e pazienti per una diagnosi non invasiva di eccellenza unica in Italia.

31 Gennaio Gen 2017 0000 6 months ago

L’angio-TC coronarica si sta sempre più affermando come promettente metodica non invasiva, in grado di identificare, per esempio, non solo una stenosi coronarica causata da una placca aterosclerotica, la sua collocazione anatomica e le sue dimensioni, ma anche il suo significato funzionale, cioé l'effettiva entità della limitazione del flusso sanguigno coronarico determinata da tale lesione, come raccomandano le più recenti Linee guida. Grazie alla angio-TC e alla FFR (fractional flow reserve o riserva frazionale di flusso)–CT, è oggi possibile calcolare la frazione di flusso coronarico preservata nonostante la lesione e decidere quindi quali pazienti avviare a coronarografia.

Ma con la TC cardiaca è anche possibile valutare le caratteristiche delle placche ateromasiche eventualmente presenti, come è stato di recente dimostrato da uno studio targato Monzino. Inoltre, la TC cardiaca può essere proposta come un potenziale strumento di screening nei pazienti con diabete di tipo 2, in particolare in quelli con durata di malattia uguale o superiore a 10 anni.

Al Centro Cardiologico Monzino, tutto questo è fattibile anche per i pazienti che soffrono di aritmie o, più in generale, per chi non è in grado di trattenere il respiro per il tempo richiesto dalle apparecchiature convenzionali, ad esempio i pazienti con scompenso cardiaco o con alcune patologie polmonari. Grazie all’acquisizione in alta definizione di tutto il cuore in un solo battito, consentita dallo scanner “Revolution CT”, rivoluzionario di nome e di fatto, come ha di recente confermato il Dr. Mauro Pepi, coordinatore dell'Area Imaging del Monzino in un'intervista concessa a Rainews24.

La "Revolution CT" unisce a un’eccellente qualità delle immagini, un’altissima velocità di esecuzione e una maggiore sicurezza per il paziente, con radiazioni che si avvicinano allo zero.

→ Guarda l’intervista di Gerardo D'Amico al Dott. Mauro Pepi su Rainews24: