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Una nuova strategia per identificare i pazienti ad alto rischio da inviare alla TC coronarica

Uno studio cui ha partecipato il Monzino apre la strada a un cambio di paradigma nella valutazione del paziente asintomatico.

19 Dicembre Dic 2016 0000 11 months ago
  • Pontone 3

    Gianluca Pontone

    RESPONSABILE Unità Operativa RM cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Unità Operativa Radiologia, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa, Unità Operativa TAC cardiovascolare

Pontone 3

L’obiettivo di prevenire la malattia coronarica, e di ridurre contestualmente i costi sanitari, che si stima triplicheranno nel prossimo quarto di secolo, è reso problematico dalla modesta accuratezza predittiva dei parametri clinici attualmente utilizzati per la valutazione della probabilità pre-test di malattia coronarica.

La presenza ecografica di placca ateromasica o di ispessimento a intima-media nelle arterie carotidi è stata individuata quale predittore indipendente di infarto miocardico e ictus. D’altra parte, in considerazione dei meccanismi infiammatori coinvolti nel processo aterosclerotico e nella sindrome coronarica acuta, anche la valutazione dell'attivazione infiammatoria può essere utile per la stratificazione del rischio di soggetti con malattia coronarica. Tuttavia, i due approcci presi singolarmente sembrano solo parzialmente correlati con il grado di coronaropatia.

L'angio TC coronarica è, come è noto, in grado di rilevare in modo non invasivo le placche aterosclerotiche coronariche e di valutare il grado di stenosi coronarica. Tuttavia il suo impiego estensivo in pazienti asintomatici come strategia di screening è ancora dibattuto, a causa dei costi e del rischio radiogeno.

Ora, un nuovo studio italiano su 134 pazienti (età media 61±9 anni, 52% uomini, 25% diabetici) ha cercato di valutare se un modello multivariato consistente nell'integrazione di marker infiammatori e riscontro di malattia carotidea sia efficace per identificare, tra i pazienti asintomatici a rischio intermedio, quelli che invece sono da considerarsi ad alto rischio di eventi coronarici, e che vanno quindi indirizzati all'angio-TC per lo screening, per aumentare l’appropriatezza e ridurre costi ed esposizione non necessari.

Le conclusioni dello studio hanno confermato l’ipotesi di partenza: un aumento dei livelli circolanti di marcatori infiammatori unito alla presenza di malattia carotidea predicono con accuratezza elevata la malattia coronarica ostruttiva, in particolare nei soggetti asintomatici di genere maschile e nei pazienti diabetici. Pertanto, questo approccio potrebbe essere utile per selezionare il sottogruppo di pazienti asintomatici da avviare ad angio-TC.


Modello Multivariato

Accuratezza diagnostica di diversi modelli per predire la coronaropatia ostruttiva (a sinistra) e la malattia coronarica multivasale (a destra). CAD, In nero il modello multivariato oggetto dello studio.


Per quanto a nostra conoscenza, – commenta Gianluca Pontone, leading author dello studio (insieme ad Andrea Guaricci del Policlinico di Bari) e Responsabile dell’UO RM cardiovascolare del Monzino, – questo è il primo studio che dimostra che soggetti asintomatici di genere maschile e pazienti diabetici, con elevati valori di IL-6 (come marker di attivazione infiammatoria) e riscontro di patologia carotidea (come predittore indipendente di infarto miocardico e ictus), hanno la stessa elevata probabilità di sviluppare malattia coronarica ostruttiva o multivasale o placche aterosclerotiche coronariche ad alto rischio.

La combinazione di parametri infiammatori con il riscontro di placche aterosclerotiche carotidee tende a superare il concetto di "placca ad alto rischio", considerando in modo olistico le condizioni del paziente a vantaggio di un concetto di "paziente ad alto rischio’".

Gianluca Pontone

Per quanto a nostra conoscenza, – commenta Gianluca Pontone, responsabile dell’UO RM cardiovascolare del Monzino e leading author dello studio insieme al Dr. Andrea Guaricci del Policlinico Universitario di Bari) e, – questo è il primo studio che dimostra che soggetti asintomatici con elevati valori di IL-6 (come marker di attivazione infiammatoria) e riscontro di patologia carotidea (come predittore indipendente di infarto miocardico e ictus) hanno una maggiore probabilità di sviluppare malattia coronarica ostruttiva o multivasale o placche aterosclerotiche coronariche ad alto rischio.

Riferimenti

  1. Guaricci AI, Pontone G, Fusini L, De Luca M, Cafarelli FP, Guglielmo M, Baggiano A, Beltrama V, Muscogiuri G, Mushtaq S, Conte E, Guglielmi G, Andreini D, Brunetti ND, Di Biase M, Bartorelli AL, Pepi M. Additional value of inflammatory biomarkers and carotid artery disease in prediction of significant coronary artery disease as assessed by coronary computed tomography angiography. Eur Heart J Cardiovasc Imaging. 2016 Oct 14. pii: jew173. [Epub ahead of print]