News

Audit Day 2016: L’ospedale trasparente, necessità e scelta

Aula Magna Piena

Si è tenuta il 2 dicembre scorso l’ormai consueta “Giornata della trasparenza” del Centro Cardiologico Monzino sui dati di Audit clinico interno per l’anno 2015. Un'attività, quella dell'audit, che il Monzino porta avanti da oltre diciott’anni, nel miglior interesse delle persone che si rivolgono alle sue cure.

5 Dicembre Dic 2016 0000 one year ago
  • Massimo Castoldi

La soddisfazione del paziente è importante, ma non è e non può essere al centro dell’agire medico, che deve invece concentrarsi sull’efficacia e sulla sicurezza delle cure”. Così ha sottolineato la Dr.ssa Marina Davoli, Direttore scientifico del Programma Nazionale Esiti (PNE) di AgeNaS e Direttore Dipartimento Epidemiologia del S.S.R. Regione Lazio, – in occasione dell’Audit Day 2016 del Centro Cardiologico Monzino, tenutosi a Milano il 2 dicembre scorso, – ricordando come su 3.000 trattamenti medici (Clinical Evidence 2015) il 50% sia di utilità non determinata e l’8% di utilità discutibile o addirittura dannoso. Per questo, la misurazione dei risultati ottenuti da un atto medico rispetto al suo rapporto rischio/beneficio, la valutazione di esito, è parte integrante dell’attività clinica ed è trasparente per sua stessa natura, come e quanto l’audit clinico.

L’audit è un processo di miglioramento della qualità che tende a produrre reali benefici nella cura del paziente e a ridurre al minimo errori o danni ai pazienti, ma anche a sviluppare nuovi modelli di governance clinica, e linee guida o protocolli più avanzati e innovativi. Quest’ultimo obiettivo è particolarmente vero per un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico quale il Monzino, come ha ricordato nella stessa occasione il Direttore sanitario Dr. Massimo Castoldi.

In definitiva per noi del Monzino, l’audit clinico non è nient’altro che un mezzo ulteriore per conseguire il fine dell’eccellenza nella cura e nella ricerca. Fare audit, cioè, oltre a individuare aree di miglioramento clinico e di processo, risponde anche all’obiettivo, per noi strategico, di acquisire la capacità di riflettere su noi stessi. Ecco perché possiamo dire che la trasparenza, il desiderio di mettere in chiaro quello che facciamo, è di per sé un valore.

Massimo Castoldi, Direttore sanitario del Monzino

La pratica dell’audit clinico si deve all’infermiera inglese Florence Nightingale che oltre centosessant’anni or sono, fece applicare alla sua équipe rigide procedure sanitarie e igieniche e raccolse i dati di mortalità dei pazienti. Da allora, la pratica di fare audit si è affermata come un indispensabile strumento propedeutico all’ottimizzazione della pratica clinica.

Con oltre 1.400 interventi chirurgici, più di 6.800 procedure di elettrofisiologia ed emodinamica e circa 11.300 accessi in pronto soccorso, – come ha ricordato la Prof.ssa Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, – il più grande ospedale esclusivamente cardiologico italiano non può non condurre un accurato audit clinico interno nelle aree cruciali, dalla Chirurgia cardiovascolare all’Emodinamica, dall’Aritmologia al controllo delle infezioni nosocomiali. È quello che il Monzino fa da oltre diciott’anni (a cominciare dalla Cardiochirurgia), nel miglior interesse delle persone che si rivolgono alle sue cure. Tali dati, – quelli presentati il 2 dicembre si riferiscono all’anno 2015, – saranno a breve disponibili sul sito web del Monzino.

Ora, il Centro Cardiologico Monzino sta portando avanti una collaborazione estremamente proficua con le Regioni, nell’ambito del Progetto finalizzato di ricerca del Ministero della Salute (MS2016: “Effectiveness of audit and feedback strategies to improve healthcare practice and equity in various clinical and organizational settings”), per passare dal dato di outcome clinico all’individuazione di strategie per migliorare la cura e i processi clinici.

Riferimenti

  1. Ministero della Salute. L’audit clinico. Governo clinico e sicurezza dei pazienti. 2011.