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Sclerosi della valvola aortica: un marker di aterosclerosi subclinica

La prima meta-analisi sistematica condotta sull’argomento suggerisce che la degenerazione della valvola e l’aterosclerosi potrebbero condividere alcuni meccanismi eziopatogenetici o fattori predisponenti.

21 Ottobre Ott 2016 0000 5 months ago
  • Paolo Poggio, Elena Tremoli
Poggio

La sclerosi della valvola aortica (AVSC), con un’incidenza stimata intorno al 30% nei pazienti di età superiore a 65 anni e fino al 40% in quelli di età superiore a 75 anni, ha una forte correlazione con la stenosi della valvola stessa, nonché con eventi coronarici, ictus, mortalità cardiovascolare e mortalità per tutte le cause.

Generalmente caratterizzata da ispessimento focale o diffuso della valvola con o senza aumento della ecogenicità e senza effetti emodinamici significativi, è contraddistinta da una mobilità delle cuspidi preservata o lievemente ridotta e da una velocità del flusso sistolico transvalvolare normale o di poco aumentata (≤ 2-2,5 m/s all’eco-Doppler).

La condizione ha un basso tasso di progressione verso la stenosi valvolare sintomatica (≈2% ogni anno) ed è stata a lungo considerata clinicamente benigna, secondaria al fisiologico processo di invecchiamento. Tuttavia, è stata osservata una forte correlazione tra sclerosi valvolare e fattori di rischio cardiovascolare. In particolare, l'associazione con l'età, il sesso maschile, l'ipertensione, l’iperlipidemia, il diabete e l’abitudine al fumo suggerisce che potrebbe trattarsi di un processo simil-aterosclerotico. La domanda, a questo punto, è: la sclerosi della valvola aortica predice soltanto la degenerazione valvolare oppure è anche un marker di malattia vascolare generalizzata?

Un nuovo studio condotto dal Monzino (la prima meta-analisi sistematica su questo argomento) fornisce ora una panoramica completa dei rapporti tra sclerosi valvolare aortica e marcatori di aterosclerosi subclinica, su 1.086 pazienti e 2.124 controlli inclusi in 13 studi.

I risultati evidenziano che la AVSC è associata a un aumento dell’intima-media thickness (IMT) carotidea, un'alta prevalenza di placche carotidee, un’alterata vasodilatazione flusso-mediata (FMD) e un’elevata velocità dell'onda di polso (PWV).

L’AVSC, è significativamente associata con aterosclerosi subclinica e disfunzione endoteliale, suggerendo che la degenerazione della valvola e l’aterosclerosi potrebbero condividere alcuni meccanismi eziopatogenetici e/o fattori predisponenti. Nel complesso, i nostri dati indicano chiaramente che i pazienti con aumentato rischio cardiovascolare per la presenza di segni di aterosclerosi subclinica, dovrebbero essere valutati per la presenza di sclerosi valvolare aortica, la quale, a sua volta, può essere considerata come un ulteriore fattore di rischio CV.

Dr. Paolo Poggio, Responsabile dell’Unità di ricerca su Patologie coronariche, valvolari e aortiche