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Quando la pressione si abbassa dopo i pasti

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Perché accade, e come si può prevenire?

22 Settembre Set 2016 0000 2 months ago

Soffrire di cali di pressione dopo aver mangiato: in medicina si chiama “ipotensione post prandiale” ed è una condizione diffusa soprattutto tra le persone anziane, in cui la rigidità delle pareti delle arterie può compromettere la regolazione della pressione sanguigna.

Il disturbo può manifestarsi tuttavia anche in persone adulte che fino a quel momento hanno goduto di un buono stato di salute, oppure in chi sta assumendo farmaci contro la pressione alta (antipertensivi).

Fondazione Umberto Veronesi ha chiesto al Prof. Cesare Fiorentini, Direttore Sviluppo Area Clinica del Centro cardiologico Monzino, di fare chiarezza su questa condizione e le sue cause

La causa dell’ipotensione post-prandiale è da ricercare nel maggiore afflusso di sangue che dopo i pasti si confluisce verso stomaco, fegato e la prima parte dell’intestino, a danno di altri organi. Più grave se si verifica a livello coronarico e cerebrale. Ad esempio, in quest’ultimo caso si avvertono i sintomi tipici descritti da chi ne soffre: capogiri, difficoltà visive, sensazione di mancamento, debolezza e sudorazione accentuata.

Ma l’ipotensione post prandiale non è l’unico esempio di alterata regolazione della pressione arteriosa. Un’altra situazione frequente è l’ipotensione ortostatica, che si manifesta con un brusco calo della pressione sanguigna quando si passa dalla posizione sdraiata a quella eretta e che in alcuni casi comporta la caduta.

Questi episodi possono verificarsi sia in persone sane sia in chi sta assumendo farmaci antipertensivi. Se nelle prime il manifestarsi di episodi di ipotensione richiede il consulto dello specialista, per avviare eventualmente una terapia, chi è già in cura è chiamato a consultare il proprio medico per rimodulare lo schema terapeutico.

Tra le varie categorie di antipertensivi, i sartani sono quelli che favoriscono un calo meno drastico della pressione arteriosa. Serve più prudenza, invece, se si assumono gli Ace-inibitori, soprattutto nei primi giorni di assunzione, che nei casi più severi potrebbero richiederne la sostituzione. Più che alla categoria dei farmaci, però, occorre prestare attenzione alle dosi e ai tempi di somministrazione. Se si accusano episodi di ipotensione post-prandiale, il primo passo da compiere è assumere gli antipertensivi lontano dai pasti.

Può essere di aiuto la dieta: meglio evitare pasti troppo abbondanti, accompagnati da bevande alcoliche e superalcoliche. Importante è anche valutare la regolazione della glicemia, che se alterata può contribuire all’innesco di fenomeni accentuati di vasodilatazione e vasocostrizione, con un conseguente alterato afflusso di sangue a livello periferico. Per fronteggiare la crisi è invece utile sdraiarsi per terra, con le gambe alzate e bere acqua. Di norma, in questo modo, la situazione torna alla normalità nel giro di pochi minuti.

Cesare Fiorentini