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Novità per lo scompenso cardiaco

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Presentate le nuove Linee Guida della Società Europea di Cardiologia per lo scompenso cardiaco. Parole chiave: attività fisica, personalizzazione della terapia e gestione multidisciplinare del paziente.

In occasione terzo del Congresso mondiale sullo scompenso cardiaco promosso dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) - che si è svolto a Firenze dal 21 al 24 maggio scorso - sono state presentate le nuove Linee Guida per la diagnosi e il trattamento dello scompenso cardiaco acuto e cronico, una condizione che solo in Italia colpisce oltre un milione di persone ed è la causa di 500 ricoveri giornalieri.

Si calcola che un terzo degli uomini e più di un quarto delle donne over 55 rischia di sviluppare scompenso cardiaco nel corso della vita e questa stima è destinata a crescere. Per fortuna però, a dispetto dei numeri, lo scompenso sta diventando sempre più una condizione prevenibile e trattabile, come emerge anche dalle Linee Guida presentate i giorni scorsi che hanno aggiornato la versione del 2012.

Il nuovo documento, che rappresenta un insieme di indicazioni di comportamento clinico elaborate da un selezionato gruppo di esperti internazionali, sottolinea l’importanza di un inizio tempestivo della cura, che deve andare verso soluzioni terapeutiche sempre più personalizzate con l’obiettivo di fornire a ogni paziente il trattamento più appropriato per le sue specifiche condizioni cliniche. Nelle nuove Linee Guida sono presenti anche nuove raccomandazioni per trattare in modo più efficace le comorbilità che aumentano il rischio di scompenso cardiaco, dall’ipertensione al diabete mellito, all’ipercolesterolemia nei soggetti a rischio elevato di malattia aterosclerotica.

Ma soprattutto “la nuova edizione 2016 delle Linee Guida conferma quanto sia fondamentale una regolare e controllata attività fisica aerobica per uno standard di cura ottimale”, sottolinea il professor PierGiuseppe Agostoni, coordinatore Area Cardiologia Critica del Monzino.

Nei pazienti con diagnosi di scompenso, infatti, l’attività fisica aerobica migliora la funzionalità cardiorespiratoria e i sintomi, e nei pazienti con ridotta frazione di eiezione - parametro che indica la capacità del cuore si contrarsi efficacemente - riduce il rischio di ospedalizzazione.

PierGiuseppe Agostoni

Le nuove Linee Guida raccomandano inoltre - aggiunge Agostoni - una gestione multidisciplinare del paziente con scompenso, con follow-up strutturati che includano l'educazione del paziente stesso, l'ottimizzazione delle cure mediche, il sostegno psicosociale e un migliore accesso alle cure. Tutte strategie che riducono l'ospedalizzazione e la mortalità nei pazienti con scompenso dimessi dall'ospedale. È quanto facciamo abitualmente qui al Centro Cardiologico Monzino”.

Secondo il professor Piotr Ponikowski, direttore del team di specialisti che ha curato la nuova edizione delle Linee Guida, lo scompenso cardiaco sta diventando sempre più una condizione prevenibile e trattabile: “Implementando queste Linee guida nella pratica clinica - afferma- sarà possibile migliorare ulteriormente la gestione di questa patologia che fino a ieri rappresentava un punto di non ritorno per molti malati”.


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