News

Ipertensione arteriosa, un nemico silenzioso

Alimento Marina

In occasione della Giornata Mondiale contro l’ipertensione, un’intervista alla Dr.ssa Marina Alimento

17 Maggio Mag 2016 0000 6 months ago

Si stima che gli ipertesi in Italia siano circa 18 milioni, un cittadino su tre, ma la metà di loro non è consapevole di soffrirne. Questa condizione infatti, pur essendo molto diffusa, in genere non dà sintomi eppure rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica. Da una pressione arteriosa alta possono scaturire importanti complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari, come l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale o lo scompenso cardiaco. Proprio per questo non deve essere sottovalutata.

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Ipertensione, che ricorre il 17 maggio, abbiamo chiesto alla Dr.ssa Marina Alimento dell’unità operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Monzino, da dove ha origine questa condizione, da cosa può dipendere e come possiamo curarla:

Ipertensione

Da cosa ha origine l’ipertensione arteriosa?

L’insorgere dell'ipertensione arteriosa è condizionata da un insieme di influenze di natura ambientale, legate cioè allo stile di vita, che possono essere eventualmente aggravate da predisposizioni familiari o di natura genetica. Oltre all'avanzare dell'età, tra i fattori ambientali che predispongono all’ipertensione dobbiamo ricordare: l'obesità, la vita sedentaria, una dieta troppo ricca di sodio, ma anche un’alimentazione povera di potassio, calcio e magnesio, il consumo elevato di alcool, il fumo, lo stress e l'insulino-resistenza.

Curare l'ipertensione significa quindi fare medicina preventiva?

Certamente. Non dimentichiamo inoltre che, sebbene l'ipertensione arteriosa non debba essere considerata una malattia ma un fattore di rischio cardiovascolare, spesso nei pazienti ipertesi si riscontra la presenza concomitante di altre patologie, come il diabete mellito o la dislipidemia. Questi fattori, quando presenti contemporaneamente, si potenziano l’un l’altro aumentando in modo esponenziale il rischio cardiovascolare globale.

Oltre a modificare lo stile di vita, per abbassare la pressione bisogna ricorrere comunque ai farmaci?

Non è detto. Molte volte si riesce a portare la pressione entro livelli di normalità correggendo la dieta, perdendo peso e praticando una leggera ma costante attività fisica. In ogni caso comunque, prima di valutare se intraprendere un trattamento farmacologico antipertensivo è indispensabile una valutazione attenta del rischio cardiovascolare del soggetto, che consideri l’entità del suo stato ipertensivo ed eventuali fattori ulteriori di rischio o patologie d'organo associate.

E’ possibile trattare tutte le forme di ipertensione arteriosa?

Recenti studi condotti in Europa sul controllo della pressione arteriosa hanno dimostrato come solamente in una percentuale variabile dal 25% al 40% dei pazienti trattati siano raggiunti i valori ottimali. Le cause di questo sono molteplici e spesso dipendenti da una non corretta comunicazione tra medico e paziente, o dall'utilizzo di farmaci in dosi o in associazioni inappropriate. Esiste tuttavia una forma di ipertensione arteriosa definita "resistente", che non risponde alle terapie farmacologiche a disposizione. In alcuni di questi casi può essere indicato l'impiego di nuove procedure terapeutiche, quali la denervazione dell'arteria renale, di cui al Monzino abbiamo una buona esperienza. Nell'Ambulatorio di Ipertensione Arteriosa del nostro Istituto, ci occupiamo in particolare della valutazione specifica di ciascun paziente per individuare il percorso diagnostico e terapeutico più efficace per ognuno.


→ LEGGI LE ALTRE NOTIZIE & NOVITÀ DEL MONZINO