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Scompenso cardiaco: il ruolo più importante è quello del paziente

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Giornate europee dello scompenso cardiaco. Una video intervista al prof. PierGiuseppe Agostoni

5 Maggio Mag 2016 0000 one year ago

In questi giorni l’Europa celebra le Giornate dello Scompenso Cardiaco, una condizione invalidante che colpisce oltre un milione di persone in Italia ed è la causa di 500 ricoveri giornalieri.

Lo scompenso cardiaco si verifica quando il cuore non è più in grado di portare il sangue in maniera adeguata in tutto il corpo. E se non arriva abbastanza sangue ai tessuti e agli organi, questi non ricevono l’ossigeno e il nutrimento necessari per funzionare correttamente. Possono così comparire sintomi diversi come, ad esempio, difficoltà respiratorie, mancanza di fiato, spossatezza e affaticamento, al punto che anche abituali attività quotidiane diventano difficili da compiere.

Spesso i sintomi dello scompenso rischiano di non essere riconosciuti, o comunque di venire sottovalutati:

Sebbene lo scompenso cardiaco sia una malattia che ha origine dal cuore, interessa tutto l’organismo. Per questo può manifestarsi con sintomi molto diversi e che apparentemente hanno ben poco a che fare con il cuore, come il gonfiore alle gambe, per esempio, o disturbi digestivi, o difficoltà respiratorie

Prof. PierGiuseppe Agostoni

In questa video intervista il Prof. PierGiuseppe Agostoni, Responsabile dell’Unità di Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Monzino, chiarisce che cos’è esattamente lo scompenso cardiaco e perché sempre più persone ne soffrono. Ma, soprattutto, sottolinea il ruolo attivo del paziente spiegando cosa può fare per affrontare al meglio la malattia.


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