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Controllo
nervoso del circolo.
Scompenso
Cardiaco
Le apnee notturne costituiscono un riscontro frequente nello scompenso
cardiaco sinistro. Esse conducono spesso a valori di desaturazione
dell'ossigeno che possono essere pericolosi, particolarmente se
l'insufficienza cardiocircolatoria è di origine ischemica.
Sono state valutate le apnee notturne con monitoraggio cardiovascolare
(pressione arteriosa, ed elettrocardiogramma) ed elettrencefalografico
in pazienti con scompenso cardiaco sia sinistro che destro. In
quest'ultimo le apnee sono sostanzialmente assenti, probabilmente
per la mancanza di congestione polmonare. La riduzione di quest'ultima
dovrebbe pertanto portare ad un miglioramento della sintomatologia
respiratoria notturna anche nei pazienti con scompenso cardiaco
sinistro. E' nostro intendimento valutare questa ipotesi in soggetti
in trattamento cardiocinetico e diuretico tradizionale e/o con
ultrafiltrazione.
Cardiopatia
Ischemica
Le apnee notturne sono presenti nell'infarto miocardico acuto.
Attraverso uno studio polisonnografico in pazienti accuratamente
selezionati (con esclusione di quelli che presentavano condizioni
favorenti la comparsa di alterazioni notturne del respiro, quali
broncopneumopatie, ipertensione arteriosa, ecc.) abbiamo potuto
vedere come le apnee notturne riguardino esclusivamente la fase
acuta o sub-acuta dell'infarto miocardico e scompaiano alla distanza
di due mesi. Esse sono verosimilmente relate alla attivazione
simpatica che si verifica nelle prime ore e nei primi giorni dell'infarto
miocardico acuto ed al peggioramento della qualità del
sonno.
E'
noto che vi è un picco degli eventi infartuali nelle prime
ore del mattino, strettamente relato al risveglio e verosimilmente
legato all'attivazione simpatica. Il sonno dovrebbe pertanto costituire
un periodo di protezione nei confronti del miocardio, essendo
caratterizzato da una progressiva riduzione dell'attività
adrenergica. Tuttavia, metaanalisi condotte su popolazioni molto
estese hanno evidenziato come durante il sonno l'incidenza degli
infarti miocardici è sì inferiore a quella che si
verifica nelle prime ore del mattino, ma non a quella delle altre
fasce orarie della giornata. In considerazione delle caratteristiche
reologiche diverse della coronaria destra rispetto alla coronaria
sinistra (calibro maggiore e minore velocità di flusso)
abbiamo ipotizzato che gli infarti notturni possano avere una
distribuzione diversa quanto alla sede. Durante il sonno, infatti,
vi è un rallentamento del flusso, che è verosimilmente
accentuato in misura esponenziale nella coronaria destra. Dall'analisi
retrospettiva di un'ampia casistica (1567 infarti miocardici consecutivamente
passati attraverso 2 Unità Coronariche) è in effetti
risultato che nelle ore comprese tra le 0 e le 6 a.m. vi è
una prevalenza di infarti miocardici inferiori dovuti nel 94%
dei casi ad occlusione della coronaria destra.
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